Rimosso il direttore del carcere di Opera «Lui e le guardie non si sopportavano più»

Il dirigente Pagano: «Non avevo alternative» Fragomeni andrà al provveditorato regionale

Stefano Zurlo

«Non sono un magazziniere di carne umana». Alberto Fragomeni si congeda senza incartare il suo saluto con i toni della diplomazia. Cacciato. Silurato. Il direttore del carcere di Opera, uno dei più grandi d’Italia con quasi 1500 detenuti e fra di loro Totò Riina, lascia il penitenziario dopo aver subito l’ira degli agenti e un rumoroso e affollato sit-in di protesta giovedì pomeriggio.
Proprio alle guardie Fragomeni dedica un pensierino acuminato: «Con i carcerati avevo un ottimo rapporto, con il personale un po’ meno». La controparte sostiene che la vita fra le mura era diventata un po’ troppo allegra: sesso, cellulari fin dentro le celle e poi una situazione da duty free per i calciatori del Free Opera, la squadra galeotta che naviga a metà classifica nel campionato di seconda categoria, fiore all’occhiello e passione smodata del direttore-presidente-quasi allenatore e tifoso a bordo campo. «Ho fatto quel che ho potuto - ripete lui - io non sono un kapo e alle chiacchiere rispondo con i fatti: in due anni non un detenuto è morto a Opera e nemmeno uno si è suicidato». Una ragionamento un po’ macabro solo per chi non conosce la terribile contabilità delle prigioni.
Basta. Fragomeni si sposta al provveditorato regionale sotto l’ala protettiva di Luigi Pagano. E proprio Pagano riassume la situazione: «Si era creato un clima da fine matrimonio. Lui e gli agenti evidentemente non si sopportavano più, continuavano a litigare e alla fine ho dovuto prendere una decisione drastica. Del resto non c’erano alternative, mancava la necessaria serenità per andare avanti come in una squadra in cui si contesta l’allenatore, ma attenzione: il direttore ha fatto bene, molto bene, anzi quel che Fragomeni e il personale hanno compiuto a Opera in questi anni, con poche risorse e pochi uomini, ha del miracoloso. Le attività da lui intraprese continueranno e Fragomeni lavorerà come dirigente al mio fianco, nella gestione di 18 istituti di pena lombardi e di 9 mila detenuti».
Il carcere verrà governato, provvisoriamente, da Antonino Porcino, direttore del penitenziario di Bergamo. Nei prossimi giorni anche il Presidente del tribunale di sorveglianza Francesco Castellano andrà a Opera: «Per ora - spiega Castellano - ho chiesto una relazione sulla vicenda a Pagano».