Rimpasto certo, ma Formigoni non sa come

Nella riunione di Fi il governatore non ha nascosto problemi a inserire new-entry

Marcello Chirico

Delusione e nervosismo. Sono i sentimenti che, l’altra sera, sono affiorati durante la riunione del gruppo regionale di Forza Italia, convocata per fare il punto sulla situazione politica alla luce degli ultimi, rilevanti, eventi politici verificatisi nel partito. Il primo: la candidatura del governatore Roberto Formigoni al Senato, con tutti gli sbocchi a cui essa potrebbe portare (e certamente porterà, a seconda di quale sarà il finale di partita del prossimo 10 aprile). Il secondo: le mancate candidature dei cosiddetti «uomini del governatore», e non solo quelli, che stanno complicando fin d’ora i programmi del governatore (leggi, rimpasto di giunta).
Formigoni, presente alla riunione, sembra sia riuscito a tranquillizzare gli azzurri del Pirellone assicurando che la decisione se restare a Milano o trasferirsi definitivamente a Roma la prenderà di comune accordo col gruppo, e molto dipenderà dall’esito elettorale. Qualche rassicurazione in meno il governatore l’ha potuta dare invece a quei consiglieri azzurri con 11 anni di militanza regionale (ovvero, due legislature sul curriculum e un altro anno di quella in corso portato quasi a termine) e che nutrono la fondata speranza di poter fare il salto di qualità, diventando assessori. Anzi, più che una «speranza» la loro, fino a qualche settimana fa, era quasi una «certezza», dando per scontato il trasferimento a Montecitorio di alcuni attuali componenti di giunta. Per la precisione, gli assessori Bernardo, Moneta e Guglielmo, per i quali il governatore aveva ricevuto rassicurazioni riguardo al loro inserimento nelle liste di Forza Italia. Alla fine, però, l’unica candidatura confermata è stata quella del solo Bernardo, e questo ha fatto aumentare il nervosismo del resto della truppa. Perché il rimpasto promesso non sarà di facile attuazione da parte di Formigoni: dove dirotterà Guglielmo e Moneta? Si inventerà altri due nuovi sottosegretariati apposta per loro nel caso la Cdl perda le elezioni e non fosse possibile trovare per loro una collocazione nel nuovo Esecutivo? Senza contare le pretese - ritenute «legittime» dal governatore - da parte dell’Udc che pretende anch’esso un assessorato dopo il cambio di squadra dell’ex coordinatore regionale Zambetti, passato alla Dc e che ha mantenuto il proprio assessorato per richiesta esplicita di Berlusconi, che desidera mantenere buoni rapporti col partito di Rotondi.
Nei giorni scorsi al governatore pare sia stata regalata una bacchetta di direttore d’orchestra, che però - pare abbia fatto notare lo stesso Formigoni ai propri consiglieri - «è cosa ben diversa dalla bacchetta magica, anche se ci assomiglia».