Rimprovera 5 ragazzi filippini Cingalese picchiato e rapinato

L’uomo interviene quando vede i giovani sputare sui seggiolini

Ha ripreso cinque ragazzi, asiatici come lui, perché smettessero di fare gli sbruffoni in tram e questi, come tutta risposta l’hanno picchiato e rapinato. La vittima però riesce a bloccarne uno, quindi l’intervento dei carabinieri consente di arrestare anche gli altri quattro: sono tutti filippini, tra i 15 e i 16 anni, studenti, figli di persone per bene.
L’aggressione ha come prologo un tragitto sul tram numero 1, con il quale l’altro giorno verso le 18.30 un cuoco cingalese di 35 anni, sta tornando a casa dopo il lavoro. Sul mezzo anche i cinque filippini che sputano sulle sedie e sghignazzano aspettando che qualcuno si sieda. Il cingalese interviene: «Siamo in un Paese straniero e dobbiamo comportarci bene, anche per evitare che poi gli italiani se la prendano con tutti gli immigrati». Il discorso però va a vuoto, i ragazzini neppure lo badano e continuano a sputacchiare.
In piazza della Repubblica il cingalese scende e imbocca via Tunisia, seguito dagli adolescenti che, all’angolo con via Lazzaretto, lo aggrediscono. Prime spinte, poi un pugno, il cuoco reagisce e ne nasce una rissa bella e buona. Con in passanti che urlano «smettetela». A un certo punto viene fatta roteare la fibbia di una cintura e compare anche un taglierino, il cingalese, ferito e comincia a sanguinare. I passanti si fanno più intraprendenti e minacciano di intervenire, così i ragazzini fuggono.
Il cingalese però riesce a bloccare il più grosso e lento dei cinque. Nel frattempo è arrivano i primi equipaggi dei carabineri. Una rapida battuta e anche gli altri quattro cadono nella rete. La baby gang, a questo punto possiamo definirla così, viene portata alla Montebello dove tutti vengono identificati. Scoprendo che si tratta filippini di «seconda generazione», nati e cresciuti a Milano, studenti appena usciti dall’allenamento di pallacanestro. Sono figli di onesti lavoratori anche se dopo la telefonata dei militari, nessuno ha sentito il bisogno di correre in caserma. Gli investigatori li descrivono infine indifferenti a quanto gli stava capitando. Formalizzato l’arresto, sono stati trasferiti al Centro di prima accoglienza presso il carcere minorile Beccaria. Il cingalese nel frattempo era andato in ospedale. Le ferite, per fortuna erano superficiali: infatti è stato medicato e dimesso con otto giorni di prognosi.