Rinasce la grande tradizione francese

L'anno scorso l'"azienda" Binda ha celebrato il centenario della propria fondazione e l'Amministratore Delegato di quello che ormai è divenuto un vero e proprio Gruppo ha voluto puntualizzare che "il comune denominatore delle attività sarà sempre e comunque la proiezione al futuro, non stiamo lavorando ad una celebrazione nostalgica della nostra storia, ma stiamo guardando sempre con maggior entusiasmo ai cento anni a venire". L'espansione della società milanese ha raggiunto ormai un connotato internazionale, con filiali vere e proprie, ad esempio a Barcellona, a Miami e a Monaco, per i mercati, rispettivamente, spagnolo, statunitense e tedesco, per non parlare di "Binda Asia" a Shangai. Evidentemente, il brand di riferimento di una simile strategia è Breil, la cui straordinaria penetrazione sul pubblico più eterogeneo non poteva più essere contenuta nei confini italiani. E questo grazie ad operazioni di promozione e comunicazione che hanno lasciato il segno. "Utilizziamo mezzi, strumenti ed azioni diverse, calibrando il mix in modo adeguato allo scenario di ciascun mercato", sottolinea ancora Marcello Binda. "Per questo scegliamo professionisti di fama internazionale, come ad esempio per la realizzazione del precedente spot Breil, abbiamo lavorato con una testimonial come Eva Green ed un regista del calibro di Mike Figgis". E non è finita qui, perché per il lancio della nuova linea Eros, Binda ha voluto puntare decisamente al top, entrando ad Hollywood dalla porta principale e coinvolgendo una delle più celebrate attrici del momento, Charlize Theron, nella nuova campagna pubblicitaria Breil. Appare, dunque, una logica conseguenza dell'immagine e del fascino della testimonial, il nome scelto per la collezione "affidata" a Charlize, ossia, come sopra accennato, Eros. La cassa ellittica a sviluppo orizzontale che ne caratterizza i modelli, declinati per polsi maschili e femminili, è "incastonata" in una struttura tonneau compatta che privilegia il sovradimensionamento delle anse, comunque, lievemente arcuate per favorire l'ergonomia al polso dell'orologio. Specificamente sul cronografo, in misura uomo (cassa da 44 x 39,5 mm; spessore di 12 mm), poi, troviamo soluzioni particolari che ne incrementano notevolmente robustezza e resistenza, come la corona zigrinata chiusa a vite ed il fondello serrato da quattro viti, tanto da garantirne l'impermeabilità fino a 10 atmosfere di pressione. Il movimento al quarzo, calibro Miyota OS20, permette la visualizzazione sul quadrante stampato su linee orizzontali a rilievo, dei secondi continui al 6, dei minuti crono al 9 e delle 24 ore al 3; il datario può essere a finestrella al 6, o a settore circolare (tra il 4 e il 6) con freccia di riferimento sulla data. Diverse le finiture della cassa, che oltre all'acciaio naturale, prevede dei trattamenti IP in oro rosa (esteso, ovviamente a indici applicati, lancette luminescenti e fibbia ad ardiglione personalizzata), in connubio anche con la lunetta in nero. Definiscono l'insieme pulsanti a sezione rettangolare lucidi e cinturino in pelle, in gomma o bracciale. La versione femminile mantiene le stesse impostazioni, fatta eccezione, ovviamente per le dimensioni (31 x 27 mm; spessore di 7,5 mm), per la corona chiusa a pressione (impermeabilità ridotta a 5 atmosfere) e per le anse monoblocco ricavate dal pieno, tagliate a "V" rovesciata per accogliere il cinturino o il bracciale. Ci soffermiamo sull'accattivante e raffinata variante solotempo (è previsto anche il cronografo), in cui si segnala l'impiego dei numeri romani sovradimensionati ai quarti con lancette Dauphine e, nella particolare versione illustrata, di un bellissimo quadrante in madreperla scuro impreziosito da cristalli neri Swarovski applicati in coppia in luogo degl'indici di raccordo tra i quarti. Il movimento utilizzato, al quarzo, è un calibro Miyota 1L12.