La Rinascente rinasce tra i graffiti d’autore

Il grande magazzino sarà un luogo di intrattenimento con wine bar e una spa

Marta Bravi

Matrimonio insolito, anche se di questi tempi molto «in», tra cultura di strada e patinato mondo della moda. La Rinascente ha sancito l’unione tra writer (quelli della Fabbrica del Vapore che per due giorni hanno prestato la loro arte alla struttura esterna al grande magazzino che ieri sera ha ospitato la festa di inaugurazione) e le griffe. Matrimonio su cui, di fronte a un’occasione di tale levatura, nessuno ha osato obiettare. Anzi, businessmen, stranieri, turisti, barboni hanno rubato qualche minuto del proprio tempo per ammirare ragazzi incappucciati che dipingevano, usando la bomboletta come un pennello, bambini, farfalle, cantanti.
Sì, perché la Rinascente rinasce non dalle proprie ceneri, come invece accadde dopo l’incendio del Natale del 1918 e il bombardamento del 1943, ma nel look. Le vetrine luccicanti parlano chiaro. La Rinascente cambia, si rinnova, si rifà il trucco e ci tiene a farlo sapere. Con una performance di piazza durata due giorni, e con una festa esclusiva, quella di ieri, che ha visto alternarsi Rachid Taha, pioniere dell’Arab rock, I Tao e il dj Frederick Sanchez. Della performance resterà solo il ricordo e qualche foto scattata di fretta, che porterà con sé anche l’immagine sbiadita dei vecchi spazi del grande magazzino, che ricevette battesimo addirittura dal Vate.
Da oggi, invece, i milanesi potranno scoprire ed esplorare il nuovo pianterreno e la balconata, firmati Aldo Cibic e India Mahdavi, la regina delle scenografie che ha pensato a delle «scatole luccicanti» per ospitare le new entry, ovvero gli accessori di Burberry’s, Chloé, Dior, Dolce&Gabbana, Fendi, Louis Vuitton, Salvatore Ferragamo e Yves Saint Laurent. La profumeria, invece, si arricchisce dei bouquet di Jo Malone, Kiehl’s, Molton Brown e Shui Uemura. Non finisce qui, Vittorio Radice, amministratore delegato e papà della rinata Rinascente, ha le idee chiare, forte anche dell’esperienza maturata a Londra da Selfridges e Marks and Spencer. Non sarà solo uno shopping center aperto 7 giorni su 7, ma un vero e proprio «parco dei divertimenti» dove trascorrere delle ore piacevoli, a spasso tra stand d’autore, ristorante, wine bar e spa. Ogni piano, infatti, sarà rifatto e ripensato da un architetto di fama internazionale, arricchito da piacevoli sorprese come un supermercato gourmet, un wine bar con vista sulle guglie del Duomo (al settimo piano), uno spazio dedicato all’elettronica al sesto e una day spa per rimettersi in forma, che aprirà i battenti al quinto piano già da marzo. Una volta varcate le soglie, i milanesi, ma non solo, si lasceranno alle spalle problemi e preoccupazioni per immergersi nel «paese delle meraviglie».
Insomma, sembra che la nuova Rinascente abbia tutte le carte per prendersi la rivincita su Giorgio Armani che, ironia della sorte, «nasce» proprio come vetrinista del grande magazzino e sulle sue esternazioni londinesi. Dall’alto delle passerelle della settimana della moda donna, infatti, lo stilista aveva lanciato il suo j’accuse al mondo dello shopping meneghino, colpevole di essere settoriale e non attraente. Armani, infatti, lamentava il fatto che ogni quartiere o zona dello shopping avesse un target predefinito (Quadrilatero per le griffe o altre vie commerciali per portafogli più «sottili»), provocando la morte dello shopping stesso «che così non è divertente». Armani non aveva risparmiato neppure piazza Duomo e La Rinascente: lo stilista si chiedeva se Radice sarebbe stato in grado, nonostante il curriculum di tutto rispetto, di riscattare il grande magazzino dalle cattive frequentazioni del centro cittadino e dalla schiacciante concorrenza del Quadrilatero della Moda. Radice ha raccolto la sfida. L’ultima parola ai milanesi.