«Il Rinascimento italiano deve partire dalla creatività»

«La creatività è la risorsa naturale dell’Italia: il vostro oro si chiama made in Italy». Chris Bangle, americano, 54 anni, famoso designer di auto (è il papà della Fiat Coupè, dell’Alfa Romeo 145, della nuova Mini Bmw), ci crede davvero. Per questo da tempo ha deciso di vivere e lavorare nel nostro Paese - nelle Langhe piemontesi - convinto che «il bene e il bello siano nel dna degli italiani». Perché è dall’unione di queste due categorie che nasce il design («parola inglese, concetto italiano»). Bangle racconta un aneddoto: «Ero da un rivenditore per decidere che tipo di fili comprare per sostenere i tralci della mia vigna: il mio accompagnatore, un contadino, discusse per un’ora con un altro contadino sul filo più adatto ed esteticamente più bello per il mio vigneto. Il segreto di voi italiani, designer per natura, è cercare sempre le soluzioni più eleganti».
Bangle parlerà mercoledì a Palazzo Vecchio dove, invitato dalla Fondazione Targetti, terrà una lectio magistralis sul futuro del design nell’ambito di «Florens 2010», la Settimana dei beni culturali e ambientali (a Firenze da venerdì fino al 20 novembre). Diretta da Davide Rampello, la manifestazione prevede 150 eventi tra mostre, spettacoli e dibatti con interventi, tra gli altri, di monsignor Betori, Achille Bonito Oliva, Mimmo Paladino. Fil rouge della rassegna: valorizzare la cultura, ché il nostro patrimonio, da solo, potrebbe rendere secondo il calcolo degli economisti il 20% del Pil, se ben sfruttato. Il design deve fare la sua parte: «Il made in Italy non può fermarsi al Modernismo degli anni ’70 - afferma Bangle -: l’identità della nazione è cambiata e in Italia è ora doveroso coniugare un glorioso passato con l’innovazione necessaria a rispondere alle sfide del presente». Perché se è vero, come sostiene Luigi Nenci, direttore della Confederazione nazionale artigianato di Firenze che «l’omologazione forzata dei consumi e la volgarizzazione del bello comportano la necessità di coltivare le tradizioni di alta qualità», Bangle è convinto che sarà proprio la creatività il futuro volàno economico dell’Italia. La partita culturale contro il Dragone si gioca sul terreno dell’innovazione e compito del designer è di plasmare con le sue idee, trasformate in prodotti riproducibili su larga scala, l’epoca in cui vive. In una parola, tornare a produrre vero made in Italy, a innovare, a pensare al design come alla cultura del bene e del bello insieme. La sfida del futuro? Bangle non ha dubbi: «Trovare i mecenati perfetti. Per un nuovo Rinascimento servono dei novelli Medici, capaci di credere nel valore dell’innovazione e dotati del coraggio necessario a investire nella cultura».