La rinascita di Milano a colpi di flash

Banca Fideuram dedica una mostra al reporter Nick Giordano. Quaranta
scatti in bianco e nero della città negli anni Cinquanta e Sessanta:
dalla ricostruzione al boom economico, il ritratto della "capitale
morale"

C'è ancora la Milano descritta e cantata da Giorgio Gaber? C'è ancora la città del Cerutti Gino, di «sono qui in via Pacini mamma mia» e del «mi fa male anche la Lombardia»? Chissà. Sicuramente c'è sempre la città che rimpiange e ricorda Gaber con affetto. E che per il quarto anno dedica al «Signor G» il tributo «Milano per Giorgio Gaber», in calendario da domani all’1 gennaio 2011, ottavo anniversario della sua morte. «Cerchiamo di coltivare i semi che mio padre nella vita non si è mai stancato di piantare: ci spinge la consapevolezza che quello che ha scritto e cantato è attuale ancora oggi», dice Dalia Gaberscik, figlia del cantautore e di Ombretta Colli che mantiene viva l'immagine e il ricordo del padre anche con la fondazione che porta il suo nome. Il primo appuntamento della rassegna, che cade nel quarantesimo anniversario della nascita del teatro canzone, sarà dunque domani (ore 17) all'Auditorium Gaber al Pirellone: Enzo Iacchetti terrà a battesimo il suo dvd Chiedo scusa al signor Gaber, dove interpreta a modo suo una raccolta dei brani più celebri del cantautore. Sarà anche l’occasione per presentare il libro Gaber. L'illogica utopia a cura del fotografo Guido Harari: «Si tratta di una raccolta di oltre 400 fotografie, copertine rare, manoscritti, testi e documenti in gran parte inediti che ricostruiscono il Gaber-pensiero e tutta la sua biografia», spiega Harari. Due sono gli spettacoli in cartellone al Piccolo Teatro Strehler: Io quella volta lì avevo 25 anni, l'ultimo monologo cui Gaber stava lavorando con Sandro Luporini prima di morire, interpretato da Claudio Bisio con musiche dal vivo di Carlo Boccadoro (dal 14 al 18 dicembre), e Eretici e corsari, una lettura incrociata delle riflessioni di Gaber e delle disincantate intuizioni di Pier Paolo Pasolini, secondo Neri Marcorè e Claudio Gioè (20 e 21 dicembre). «Nel primo allestimento Bisio sarà un eterno venticinquenne che rievocherà i fatti più importanti accaduti in sei decenni di storia italiana, dagli anni Quaranta al Duemila, tra speranze e disillusioni», spiega Giorgio Gallione, regista dei due spettacoli. «La lettura incrociata sarà invece l'occasione per scoprire le simmetrie etiche e culturali tra il pensiero del cantautore e le lucide intuizioni di Pasolini». Un tutto Gaber (con l'unica eccezione di un incontro tra lo show-man Paolo Bonolis e il mondo studentesco, tema la televisione di ieri e di oggi, previsto all'Università Statale il 16 dicembre alle ore 17), che si concluderà il giorno di Capodanno con il «Concerto per il Signor G», al Teatro Menotti (ore 17): non si tratterà del consueto omaggio dei colleghi cantautori, ma del repertorio di Gaber reinterpretato dal Coro dei Piccoli Cantori di Milano, diretto da Laura Marcora, e dal gruppo Soul Nrg, diretto da Giacinto Livia: «I bambini dai tre ai tredici anni canteranno il Gaber più scherzoso degli anni Sessanta, mentre i ragazzi più grandi, dai quindici anni in su, quello più impegnato, degli anni successivi - spiega Laura Marcora -. La sorpresa per noi è stata accorgerci di quanto piacciono tutte le canzoni e le ballate di Gaber ai piccoli cantori. In particolare per Goganga, la storia dell'uomo col fischio e del dottore, sono letteralmente impazziti». Per informazioni e dettagli sul programma della rassegna: www.giorgiogaber.it.