Al Ringhiera In scena un «Aggancio» ricco di poesia

Julie incontra per caso Abdu in una stazione di servizio. Lei è una ragazza della buona borghesia di Johannesburg, lui un immigrato da un paese arabo con il permesso di soggiorno scaduto. La loro storia d'amore si scontra - prima ancora che con i pregiudizi, la burocrazia, la difficoltà nel farla accettare dalle rispettive famiglie - con la paura radicata in entrambi che non possa durare. Il rapporto invece dura e si consolida al punto che Julie accetta di andarsene dal Sudafrica e di seguire Abdul nel suo paese di origine: quello stesso paese da cui lui vuole a tutti i costi fuggire e che lei inaspettatamente si rifiuta di lasciare... «L'aggancio», lo spettacolo di Serena Sinigaglia in scena al Ringhiera sino al 28 marzo, è tratto dall'omonimo romanzo di Nadine Gordimer, la scrittrice sudafricana Premio Nobel per la Letteratura nel 1991. Del libro conserva il tono asciutto del racconto e la capacità di delineare situazioni complesse con pochi e ben definiti elementi. In scena ci sono solo due attori, Mariangela Granelli e Fausto Russo Alesi, che oltre a interpretare le loro parti si alternano nel ruolo di narratori delle vicenda, entrando e uscendo dai personaggi con una maestria che sfiora il virtuosismo. Il ritmo della storia, scandito dal suono di un martello pneumatico, è inoltre così rapido e incalzante da richiedere agli interpreti una performance fisica davvero straordinaria.