Ringhio diavolo in campo. Ma fuori si scusa

da Milano

Profilo basso, nel Milan. Respinti gli inviti tv della domenica sera, oggi si parte per l’Olanda, Eindhoven il prossimo incrocio pericoloso della stagione continentale. Ma anche una frase di Ancelotti affissa negli spogliatoi di Milanello, «adesso vi siete messi nei guai, non ditemi più che non siamo capaci di fare una prova tutta pressing e feroce determinazione», sembra valorizzare la svolta. Che passa anche attraverso il battibecco a distanza tra Gattuso e Capello, uno che prende di petto il calcio e la vita, incassa il cicchetto da Maldini, il capitano («dal capitano accetto tutto») e i veleni del tecnico per un paio di cadute sull’erba di San Siro. «Gli inglesi dicono: different class. Noi il pallone l’abbiamo buttato fuori e loro no, poi Capello è recidivo, a San Siro parlò così ai tempi della Roma» rievoca Rino Gattuso che non ha certo timore reverenziale e non le manda a dire. Che si tratti di Nedved o Capello. Anche se deve chiedere scusa e cancellare quella corsa verso la curva degli ultrà, dopo il gol al Palermo, con in bocca una bestemmia. «Mi sono rivisto e non mi sono piaciuto. Non c’entra niente, ho sbagliato e chiedo scusa» è la revisione targata Gattuso che gli fa onore. Quasi quanto la sua serata indemoniata, al cospetto della Juventus e di quel centrocampo considerato d’acciaio.
Profilo basso, d’accordo. Anche perché nel frattempo da Shevchenko non provengono notizie confortanti. Il Pallone d’oro continua ad allenarsi e a correre solo sulla sabbia, continua ad avvertire dolore sull’erba invece e questo allontana Sheva anche dalla coppa Campioni e dal Psv. Al suo posto c’è un nome su tutti, Bobo Vieri. Anche perché nel frattempo Pippo Inzaghi lamenta un indolenzimento muscolare conseguenza diretta della notte con la Juventus. Due gli assenti nella lista dei rossoneri: Ambrosini e Cafu, assalito da un improvviso acciacco muscolare, se l’è procurato nel breve spezzone di Milan-Juventus. Contro il Psv, nello stadio dove il Milan di un maggio fa, tremò e rischiò la clamorosa eliminazione prima di acciuffare la finalissima Champions, la difesa rossonera sarà allestita con un solo cambio: Kaladze al posto di Serginho.
A centrocampo un eventuale ricambio prevede l’utilizzo di Vogel, che torna da ex nello stadio dove ha giocato sette anni di fila.