Rinnovo contratti: pubblico impiego sul piede di guerra

da Roma

Le rassicurazioni del ministero dell’Economia non sono bastate ai sindacati. Le organizzazioni del pubblico impiego continuano a temere che nelle tabelle della finanziaria ancora in via di definizione non ci siano gli oneri dei nuovi contratti pubblici, che ammonterebbero a circa quattro miliardi. O, almeno, che non ci siano tutti. Già nei giorni scorsi, fonti del Tesoro hanno precisato che, per quanto riguarda i contratti pubblici «in essere», le risorse sono già comprese nei tendenziali di finanza pubblica. Ma secondo i sindacati resterebbero comunque esclusi i fondi per regioni, enti locali e sanità. A rischio - sostengono - ci sono i rinnovi di diversi contratti della pubblica amministrazione le cui vertenze sono ancora aperte.
Tra le ipotesi allo studio del governo c’è realmente un giro di vite sul costo del lavoro del settore pubblico. Nel mirino ci sarebbero in particolare quegli stipendi dei dipendenti di alcune Regioni che sono superiori alla media delle retribuzioni dell’amministrazione pubblica. «Se veramente non ci saranno le risorse per i contratti - ha avvertito il segretario confederale della Cisl Nino Sorsi - lo scontro sarà inevitabile».