Rinnovo metalmeccanici, ancora una fumata nera

da Milano

Ancora un nulla di fatto per il contratto dei metalmeccanici. La trattativa per il rinnovo, che fino alla settimana scorsa sembrava prossima a una conclusione positiva, si è arenata ieri pomeriggio, dopo la riunione ristretta tra i segretari di Fiom, Fim e Uilm e i rappresentanti di Federmeccanica. «Siamo ancora molto distanti da una soluzione», ha riferito il leader della Uilm Antonino Regazzi al termine del vertice che molti pensavano potesse essere quello dell’intesa. Nei giorni scorsi i sindacati avevano lasciato capire che era possibile un punto d’incontro su un aumento di cento euro, accompagnato da un allungamento della durata del contratto. Ma ieri Federmeccanica ha gelato le aspettative offrendo un aumento salariale mensile di 77 euro. Alle organizzazioni dei lavoratori non è restato che girare agli industriali la proposta unitaria: 105 euro di aumento salariale e disponibilità a scendere non al di sotto dei 100 euro offrendo in cambio un prolungamento «di alcuni mesi» della vigenza contrattuale. Da Federmeccanica non è arrivata nessuna risposta, hanno accusato Fim, Fiom Uilm annunciando un rafforzamento del pacchetto di scioperi di otto ore. Gli industriali formuleranno una controproposta alla nuova riunione ristretta indetta per oggi.
Sulle parti proseguono pressioni bipartisan. Della trattativa ha parlato anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, auspicando «una conclusione che tenga conto delle giuste esigenze dei lavoratori e della situazione di grande competitività che oggi pervade l'industria a livello mondiale». Dello stesso tono gli auspici di maggioranza e opposizione. Per il sottosegretario del Welfare Maurizio Sacconi «resta da percorrere un ultimo miglio» per arrivare a «un'adeguata difesa del potere di acquisto delle retribuzioni e di una maggiore competitività delle imprese». Per il responsabile lavoro dei Democratici di sinistra Cesare Damiano, bisogna comunque fare in fretta «nell'interesse del Paese e delle aziende».