«Rino ha sbagliato ma non è un criminale»

Via i cattivi pensieri per almeno due settimane. Chievo, Napoli, Juventus: questo il trittico di sfide, le ultime due altamente delicate (e decisive) per la rincorsa al tricolore, al quale il Milan deve dedicarsi prima di riprendere in mano la pratica Tottenham. «Tornerò a parlare di Champions League dopo Juventus-Milan, fino ad allora massima concentrazione sul campionato», l’ordine impartito ieri alle truppe rossonere dall’amministratore delegato Adriano Galliani. Ma aldilà del ko di San Siro per mano di Peter Crouch, in casa milanista continua a bruciare l’affaire Gattuso, che lunedì prossimo dovrà comparire di fronte alla commissione disciplinare dell’Uefa dopo il rovente «faccia a faccia» con l’ex rossonero Joe Jordan, ora vice di Redknapp al Tottenham. Il giocatore è indagato per «comportamento antisportivo ed è sempre stato così», ha spiegato un portavoce dell’Uefa smentendo di fatto le voci di un capo d’imputazione legato all’aggressione di Gattuso nei confronti dello scozzese.
Chiare - e quasi obbligate - le mosse del Milan. Da una parte c’è la censura del comportamento di Ringhio, «quello che ha fatto Rino - le parole di Galliani - è un episodio spiacevole che non va bene, però è stato pesantemente provocato. Certo, non bisogna reagire così, ma non lo criminalizzerei: è un episodio che abbiamo stigmatizzato»; dall’altra c’è la memoria difensiva che il club rossonero presenterà all’Uefa, dove verrà sottolineato che «Gattuso ha fatto 104 partite in Europa ed è stato espulso una volta sola, nel 2003 dopo un colpo a Ibrahimovic, quindi uno scontro tra futuri compagni. Venticinque anni di storia milanista, da quando Berlusconi è diventato presidente della società, testimoniano comportamenti ineccepibili», il commento finale di Galliani, prima di aprire una piccola e polemica parentesi «contro la voce gaudente di qualche commentatore televisivo». Gattuso, infine, non perderà i galloni di vice-capitano: questa la linea societaria, convinta che non siano sufficienti 5 secondi di follia per cancellare 104 caps europei di tutto rispetto.
Sistemata la vicenda Gattuso, Galliani non perde occasione per mandare una stilettata all’Inter: «Continuo a leggere di rimonte dell’Inter - sottolinea nella conferenza dedicata al rinnovo della partnership con Msc Crociere - ma l’Inter in 8 partite ha rimontato 2 punti, quindi, se ne rimonta altri 2 in altre 8 partite a me va bene: esclusi i recuperi da quando è arrivato Leonardo i nerazzurri hanno fatto 18 punti, il Milan 16, quindi non vedo grandi rimonte: alla fine quello che conta è la classifica che vede il Milan davanti a tutti». L’ultimo messaggio, invece, è per Ibrahimovic e per i suoi timori di una minore qualità rossonera: «Siamo attualmente i più competitivi in Italia, cercheremo di essere ancora più competitivi in futuro».