Rintracciata e arrestata Gina Spallone: era latitante da dicembre

L’amministratore unico della clinica «Annunziatella» è indagato per falso corruzione e truffa

Finisce la latitanza di Gina Spallone, l’amministratore unico della clinica «Annunziatella» di via Meropia a Roma, indagata per corruzione, truffa e falso nell’ambito di una delle tante inchieste scaturite dalla vicenda che ha avuto come protagonista «Lady Asl».
Lunedì notte la Spallone, imparentata con la famiglia di medici che hanno curato l’attività tra l’altro di «Villa Gina» al centro di uno scandalo negli anni scorsi, è stata rintracciata dai carabinieri del Nucleo operativo e portata in carcere a disposizione dei pubblici ministeri Giovanni Bombardieri e Giancarlo Capaldo che indagano sui risvolti della vicenda «Lady Asl».
La Spallone, assistita dall’avvocato Roberto Rampioni, era ricercata da più di tre mesi ed è stata rintracciata nei pressi di Latina. L’ordine di custodia cautela per la Spallone e altre tre persone arrestate il 14 dicembre scorso era stato firmato dal gip Luisanna Figliolia nel filone delle indagini sulla sanità del Lazio e sulle presunte tangenti che sarebbero state versate da imprenditori a funzionari delle asl romane. In carcere finirono subito l’avvocato Sergio Aiello, già responsabile dell’ufficio legale della Asl Rmc, la sua convivente Sofia Mohamed Yesuf e l’imprenditore Maurizio Porcari titolare della clinica Sacli-Fabia-Mater. Era sfuggita, invece, alla cattura la Spallone nipote di Mario Spallone che fu il medico di Palmiro Togliatti. I carabinieri quella mattina perquisirono sia la clinica «Annunziatella», sia la clinica Fabia Mater.
Il filone nel quale è coinvolta Gina Spallone, appartenente ad una delle più note famiglie di imprenditori della sanità romana, è quello che ha fatto registrare decine di arresti e nel quale risultano coinvolti il parlamentare di Forza Italia Giorgio Simeoni e l’ex assessore regionale del Lazio Giulio Gargano.
Secondo l’accusa, Aiello avrebbe gonfiato, facendoli pagare in alcuni casi due volte, e avallato nella sua veste di capo ufficio legale della Asl Rm-C, mandati di pagamento in favore dei due imprenditori arrestati a dicembre.