Rinuncio alle ferie ma difendo la Casta

Il senatore Pdl che oggi rientra a Roma per essere in Aula: "Basta antipolitica. Dobbiamo vivere con decoro e dignità. Non possiamo dormire sotto un ponte..."

Senatore Pastore, contento?
«Non ce li vedo gli speculatori a mollare la presa perché noi siamo in aula l’11 agosto. Ma è un segnale al Paese, dai. Certo con qualche co­sto... ».

Tipo?
«I commessi: andranno richiama­ti, e gli straordinari ad agosto sono più alti».

Ok, è incarognito perché ha do­vuto rinviare le ferie.
«Ah,no!Sono stato anni presiden­te d­ella commissione Affari Costitu­zionali, ferie ambiziose non ne pre­noto più».

Conosce i suoi polli?
«Nel 2001 fui richiamato dopo il G8 di Genova. Nel 2003 ero fra i 4 sag­gi che passarono il Ferragosto in una baita di Lorenzago per scrivere la riforma costituzionale».

Fortunello.
«Ormai vado solo a fare le cure: Ca­ramanico Terme, facciamo un po’ di pubblicità».

E cioè gli inciuci sui carrozzoni per sistemare i politici?
«Lo ha detto lei».
«Ho già il rimborso del servizio sa­nitario. Ho il certificato:l’anno scor­so le ho saltate e sapesse che bron­chite ».

Anche la Casta si ammala.
«Lo so dove vuole arrivare, ma guardi che è giusto».

Chiedere sacrifici agli italiani e mantenere i vostri privilegi è giu­sto?
«Se non vogliamo un Parlamento di notabili ma di tutti, dall’operaio al professionista, dobbiamo mette­re i parlamentari in condizione di vi­vere dignitosamente».

A proposito. Lei fa il notaio, quan­to dichiara all’anno?
«Pronto? Non sento più».

Con 2-3mila euro al mese e non 10mila si vive dignitosamente lo stesso, sa?
«Il nostro stipendio è agganciato a quello dei magistrati. Anzi, non avendolo più adeguato, ora prendia­mo meno di loro».

Ohibò.
«E che? Valiamo meno? Allora ta­gliamo lo stipendio a tutti! Noi non siamo inferiori a nessuna catego­ria ».

I magistrati non hanno 3500 eu­ro per l’alloggio a Roma.
«Ma sì, facciamo i parlamentari sotto un ponte».

Potrebbero darvi alloggi popola­ri per la durata della legislatura, le piace?
«Insisto: sotto il ponte costa me­no ».

E poi 1100 euro per i taxi, treni e trasporti gratis...
«Ma sì, andiamo a piedi dai».

Basterebbe il bus.
«Ma le pare che in Aula si vota e io resto bloccato nel traffico di Roma per gli scioperi dell’Atac?».

Ci sta dicendo che voi parlamen­tari non guadagnate come tutti perché non siete come tutti?
«Certo! Intanto lo stipendio è alto per togliere a ognuno l’alibi di la­sciarsi corrompere».

Poi vi lasciate corrompere lo stes­so, ma andiamo avanti.
«C’è un problema di decoro. Abiti e cravatte costano».

Ma andateci in jeans!
«Magari coi capelli e la barba lun­ghi, no? Ma cosa dice?! La dignità e il prestigio della funzione parlamen­tare vanno difesi!».

Vista da fuori tutta questa digni­tà lascia un po’ a desiderare, se permette.
«Guardi, glielo dico io dove biso­gna tagliare».

Ce lo dica lei.
«I parlamentari vanno ridotti di un terzo. E il personale della Came­ra e del Senato è numerosissimo. C’è poi un problema di efficienza. Lavoriamo cinque giorni invece che tre, per cominciare».

E se lo dice lei.
«E il bicameralismo va rivisto. La Germania va come un treno e noi co­me in carrozza perché loro per ap­provare una legge importante non impiegano mesi».

Le Province?
«Da abolire».

Le Regioni?
«Ai consigli regionali va tolta la fa­coltà di aumentarsi il numero dei consiglieri. Ma sono contrario alle macroregioni: ce la vede la Lombar­dia che si fonde col Veneto? Se mai bisogna evitare i carrozzoni come i due Garanti,per l’infanzia e per i di­ritti umani, che abbiamo approvato a luglio».

Ma avete votato tutti a favore!
«È l’altro grande problema del­­l’Italia: le leggi bipartisan».

E cioè gli inciuci sui carrozzoni per sistemare i politici?
«Lo ha detto lei».