Rinviata legge che sanziona chi nega il genocidio armeno

Parigi. La proposta di legge socialista di sanzionare chi neghi lo sterminio degli armeni, anche con un anno di carcere, è stata bloccata e rinviata sine die. Il presidente dell’Assemblea nazionale, Jean-Louis Debré, decisamente contrario alla nuova normativa, ha sospeso i lavori al termine del dibattito generale e prima del voto. Grida, proteste, zuffe si sono sviluppate nelle tribune, dove decine di armeni aspettavano con ansia l’approvazione della nuova normativa.
I socialisti hanno accusato i parlamentari dell’Ump di allungare i tempi del dibattito in modo da non consentire la chiusura del dibattito e lo svolgimento del voto nei tempi assegnati. La finestra a disposizione dei parlamentari socialisti per presentare iniziative legislative autonome si aprirà nuovamente soltanto in ottobre.
Il ministro degli Esteri Philippe Douste-Blazy ha confermato l’opposizione del governo a questa iniziativa. Un simile testo, se adottato - ha detto - sarebbe considerato «un gesto di inimicizia dalla gran parte della popolazione turca», e avrebbe «conseguenze politiche serie» indebolendo l’immagine della Francia «non solo in Turchia ma in tutta la regione».