Rinviato a giudizio l’uomo che fece a pezzi sua madre

Boris Zubine uccise l’anziana nel giugno 2004. Udienza il 22 novembre

Boris Zubine è stato rinviato a giudizio. L’uomo che nel giugno 2004 uccise la madre Maria Arena, 77enne ex cantante lirica, ne tagliò il cadavere in otto pezzi con una sega e lo nascose nella cantina dello stabile di via Asturie, sarà processato. La prima udienza è fissata per il prossimo 22 novembre.
Zubine, 58 anni, dovrà rispondere dei reati di omicidio volontario e occultamento di cadavere, mentre Marinella Russo - la sua convivente - di favoreggiamento.
In sede di udienza preliminare, l’avvocato Raffaele Ronchi, legale di Zubine, ha chiesto un’integrazione della perizia psichiatrica, ottenendo parere sfavorevole dal gup Marina Zelante. Resta valido, perciò, quanto evidenziato dal perito che esaminò l’imputato nel marzo scorso, riscontrando uno stato di semi-infermità mentale tale, però, da non impedirgli di affrontare il processo.
Secondo Ronchi, inoltre, qualcun altro avrebbe partecipato alla mutilazione della donna. Il legale sostiene che Zubine, invalido alla mano sinistra, non avrebbe mai potuto procedere da solo allo scempio compiuto sul cadavere.
Anche per Marinella Russo è previsto il rito ordinario. Il suo legale, infatti, non ha ha chiesto riti alternativi, né ha avanzato la richiesta di revocare la misura degli arresti domiciliari, nonostante il pubblico ministero abbia modificato le accuse a carico della donna, finora indagata per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.
Zubine, ora, resterà a San Vittore, da dove era uscito pochi mesi prima del delitto. Aveva appena finito di scontare una condanna a 17 anni per l’omicidio di un consulente finanziario di Casorate Sempione (suo ex socio e marito della donna con cui aveva avuto un legame sentimentale), ucciso nella sua villa a colpi di pistola il 24 novembre 1986. \