Rinviato il processo ai no global

Piero Pizzillo

Ennesimo colpo di scena nel più importante dei processi collegati al G8, quello a carico dei 25 no global alla sbarra per devastazione e saccheggio, lesioni e danneggiamento, e che, tra l’altro, sta più a cuore ai genovesi, in quanto attendono ormai da tempo una giusta condanna per i violenti che nei drammatici tre giorni del luglio 2001 hanno messo a ferro e fuoco la città, causando consistenti danni materiali e d’immagine. Il 14 marzo il tribunale giudicante stabilì di rinviare al 26 settembre la ripresa del processo, che slittava, in quanto il presidente Marco Devoto andava a ricoprire per 6 mesi l’incarico di consigliere del Csm, in luogo del dimissionario giudice veneto Lanfranco Tenaglia (Devoto, primo dei non eletti, aveva diritto al posto, essendo entrambi della corrente Unicost). Ieri mattina ll processo è stato rinviato al 7 novembre, perchè il Consiglio superiore della magistratura non ha ancora riammesso Devoto in organico. Non è finita, perchè è in arrivo un ulteriore rinvio per il probabile trasferimento di uno dei giudici del collegio in procura (erano presenti in aula qualche difensore e uno degli avvocati di parte civile, Paolo Sommella). A marzo la sospensione non era stata condivisa dall’avvocato Umberto Pruzzo, anch’egli di parte civile, che aveva dichiarato: «Noto con preoccupazione il dilatarsi dei tempi, e osservo che per le parti civili, che attendono il ristoro dei danni, slitterà il momento del risarcimento».
Ieri è stato anche rinviato al 24 ottobre il processo a Vincenzo Canterini, all’epoca comandante del primo reparto mobile di Roma, oggi questore, accusato di lesioni ai danni di un avvocato e due altri manifestanti, per aver spruzzato sui loro volti con una bomboletta spray del gas urticante. «Non avendo ottemperato all’ordine di sgombrare - ha dichiarato il difensore Silvio Romanelli -, Canterini si è limitato a immettere nell’aria il gas. Non c’è un certificato che dimostri le lesioni».