Rinviato il rosario «anti-moschea»

«È vergognoso che una manifestazione autorizzata e legale, che aveva visto un’adesione di massa da parte del popolo di Cornigliano, si sia dovuta rinviare per colpa di alcuni facinorosi che non fanno altro che stare tutto il giorno chiusi nei centri sociali a drogarsi». Ce l’ha a morte con i ragazzi dei centri sociali e con i no global, Luciano Silighini Garagnani, l’organizzatore della manifestazione di protesta contro la possibile costruzione della moschea a Cornigliano, in programma ieri sera in via Coronata e poi rinviata (con tutta probabilità a mercoledì sera, sempre alle 20) per evitare problemi di ordine pubblico.
Alla manifestazione - nel corso della quale i partecipanti avrebbero dovuto recitare un rosario proprio laddove la comunità islamica ha da tempo individuato il luogo su cui edificare una moschea - avevano aderito esponenti di Alleanza Nazionale e Lega Nord, e anche una delegazione genovese del movimento di estrema destra Forza Nuova: «La protesta contro la costruzione della moschea è un argomento che condividiamo anche noi - ha detto il coordinatore regionale Angelo Riccobaldi - Ci farà piacere esserci».
Ieri pomeriggio, però, ecco arrivare la notizia che una contromanifestazione (non autorizzata) era stata organizzata dai centri sociali genovesi: «La Digos ci ha informato del possibile arrivo a Cornigliano anche di aderenti a centri sociali e no global - spiega Silighini - e quindi ci ha invitato a rimandare la manifestazione, per poterla "coprire" meglio con più uomini».
La manifestazione, dunque, è solo rinviata: «Al novantanove per cento la faremo mercoledì sera. E vi parteciperà anche un personaggio molto noto all’interno della Chiesa, che ho già contattato ma di cui non posso ancora svelare il nome. Un bel modo per rispondere a don Valentino Porcile (parroco di Cornigliano, ndr), che ha bollato come blasfema la nostra iniziativa: semmai, a essere blasfemo è chi falsa il messaggio di Gesù Cristo, che ci ha insegnato a evangelizzare, e non a inchinarci di fronte a chi ha sempre aggredito la Chiesa».
In attesa della manifestazione di mercoledì, ieri Silighini Garagnani ha comunque invitato i genovesi a recitare un’Ave Maria e a pregare affinché la moschea non venga costruita. E a farlo nel chiuso delle proprie abitazioni. Per ora.