Un rione che in quindici anni ha mutato pelle

Il quartiere più multietnico di Roma. Questo è l’Esquilino, un crocevia tra la stazione Termini e la basilica di San Giovanni. Una mutazione, quella verificatasi negli ultimi anni nel rione umbertino, non priva di tensioni e problemi. Sono gli anni Novanta quelli dei primi massicci arrivi di immigrati, soprattutto dall’Asia: cinesi, indiani, bengalesi, che qui si sono stabiliti e hanno aperto attività commerciali formando comunità difficilmente permeabili con il resto della città. In breve tempo i negozi degli italiani, le panetterie e l’abbigliamento nostrano, sono spariti perché rilevati soprattutto dai cinesi, che hanno aperto anche rosticcerie, ristoranti e fast food. Ciò che a più riprese ha provocato la reazione dei residenti italiani che hanno fatto sentire più volte la loro voce anche con proteste di piazza.