Il rione Monti rispolvera il suo ’900: in mostra le fotografie del «com’eravamo»

Il primo rione di Roma, compreso tra l’Esquilino e il Foro Romano, è chiamato Monti per la tipica conformazione caratterizzata dalla presenza di diverse alture. Corrispondente all’antica Suburra, conserva ancora intatto il suo carattere popolaresco, nonostante le demolizioni realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento per creare via Cavour, largo Corrado Ricci e via dei Fori Imperiali. Le immagini di un tempo rivivono nella mostra fotografica «Roma che cambia. Il ’900 al rione Monti», realizzata nella Nuova Galleria d’arte ex Romaclub, in via Baccina, 66, fino al 18 gennaio. L’esposizione, a cura di Maurizio Di Veroli, Romano e Michele Maria Cruciani, non vuole essere solo una riesumazione storica o un’operazione nostalgica, ma anche una sollecitazione a incrementare la documentazione fotografica dei luoghi che gravitano intorno alla piazzetta della Madonna dei Monti. Tutti sono invitati, in effetti, a fornire altre immagini della zona e dei suoi abitanti, al fine di realizzare un vero e proprio archivio storico del rione.
La Salumeria Polica di via dei Serpenti, il Barbiere di via Baccina, il Panificio Mosca e tanti altri esercizi commerciali in gran parte scomparsi si offrono alla vista in bianco e nero, accanto ad alcuni personaggi in posa presso la fontana della piazzetta, a un gruppo di giovani davanti a una 1100 d’epoca, ai bambini che partono per la colonia estiva da largo Argiletum. «Facce de ’ggente che forze hai conosciuto. Comunque hanno carcato lo stesso tuo serciato de strade antiche tra ruderi romani. Lo sai chi so’? So’ … li Monticiani!» scrive poeticamente Roberta Mosca, che ha dedicato al suo amato rione alcune poesie. A una prima parte dedicata agli abitanti, tra cui anche alcuni molto noti come Mario Monicelli o Luciano De Crescenzo, segue la sezione fotografica che documenta i cambiamenti più vistosi delle vie rionali, con suggestive immagini risalenti alla fine dell’Ottocento o ai primi decenni del Novecento, relative all’area monumentale dei Fori Imperiali. Ci colpisce in particolare la vista dell’Arco dei Pantani, quando metteva in comunicazione diretta la Suburra con il Foro di Augusto, o la piazza del Colosseo quando ancora si poteva vedere la Meta sudans, l’antica fontana demolita in epoca fascista per rendere possibile il passaggio trionfale sotto l’Arco di Costantino.
Orario: dalle 14 alle 21; lunedì chiuso.