Ripa di Meana: «Mai trattato per Generali»

da Roma

Il caso Bnl si accende di nuove tensioni dopo la pubblicazione di stralci dei verbali di interrogatorio dell’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte. Immediate sono giunte le reazioni ai racconti sulla fase cruciale dell’assalto alla banca padovana che coinvolgerebbero anche Capitalia. Ieri, l’avvocato Vittorio Ripa di Meana ha smentito «nel modo più categorico di aver mai parlato con Sacchetti, con Consorte o con chiunque altro, della partecipazione azionaria detenuta dalle assicurazioni Generali nella Bnl».
Ma che cosa avrebbe detto Consorte ai magistrati nell’unico incontro in Procura avvenuto il 27 dicembre scorso? Nel raccontare i passaggi della scalata, Consorte avrebbe detto che «nel mese di maggio Sacchetti ricevette una richiesta da parte di Capitalia per il tramite dell’avvocato Ripa di Meana che voleva acquistare la nostra partecipazione Antonveneta e in cambio offriva disponibilità di Generali a venderci la loro quota in Bnl». Dichiarazioni importati perché se quella proposta fosse stata accettata, la scalata di Unipol a Bnl avrebbe avuto il via libera dal patto di sindacato di Capitalia presieduto dallo stesso Ripa di Meana.
Il legale ieri ha invece precisato che «nell'unico colloquio telefonico avuto con Ivano Sacchetti, gli ha chiesto se Unipol fosse disponibile a vendere a Abn Amro e non già a Capitalia la sua partecipazione ad Antonveneta. Avendo ricevuto una risposta del tutto negativa - conclude - non ci sono stati altri contatti».