Riparte il duello Ferrari-McLaren. Montezemolo: noi squadra da battere

La McLaren-Mercedes ha presentato la nuova monoposto, MP4-23. Mercoledì al via i primi test a Jerez de la Frontera. Intanto, da Maranello, Montezemolo fa sapere che l'obiettivo della ferrari è uno solo: "Vincere l'ottavo titolo mondiale"

Maranello - «Otto mondiali in dieci anni». Maranello: Luca di Montezemolo ha al suo fianco Jean Todt, che ha appena dato l’addio al muretto Ferrari per dedicarsi a tempo pieno all’incarico di amministratore delegato. Dalla vicina Fiorano arriva il rombo della F2008, la rossa che proprio poco prima, alle 10.33, ha mosso i primi passi in un debutto che è anche l’esordio di Kimi Raikkonen sulla pista del Cavallino ((Ferrari top secret: tutto da scoprire - guarda le immagini). Parte il 2008: l’obiettivo è chiarissimo. «Otto su dieci - spiega ai giornalisti chiamati a seguire i primi giri - suona meglio di sette su nove, i numeri del 2007». Non c’è da illudersi, però: «Non vorrei che certi sorrisi che vedo - ammonisce - alludano a una convinzione che quest’anno sia più facile, dopo il doppio mondiale 2007. Chi lo pensa sbaglia. I concorrenti non dormono. Sono colossi automobilistici. E noi siamo ancora quelli da battere. Per me è quello che conta. Ma per restarlo bisogna lavorare pancia a terra, concentrarci sul nostro obiettivo, con convinzione e umiltà». I due piloti che ha vanno benissimo: «Come Fangio e Schecker, Kimi Raikkonen è stato capace di vincere al primo anno in Ferrari. Felipe Massa l’anno scorso ha vinto tantissimo e in Brasile ha dimostrato di saperlo fare come vuole ma soprattutto di saper lavorare per la squadra. E poi c’è un terzo pilota, Michael Schumacher, che nel suo ruolo ci è utile anche per la sua esperienza nella guida senza il controllo di trazione. Su questo team faccio molto affidamento». Raikkonen gira, sul bagnato e la macchina, senza l’ausilio elettronico, corre senza empasse. Montezemolo fa il punto. Ricorda i veleni della scorsa stagione, quelli della spy story: «Va dato atto alla Fia di avere deciso bene e in fretta. Di aver ridato credibilità allo sport. Ha detto che ci sono delle regole e se qualcuno non le rispetta c’è qualcuno che le farà rispettare. A questo punto dò per scontato che questa stagione sarà senza veleni. Ed è importante in un anno in cui ci saranno tante novità: dal cambio che dura quattro gare alla centralina unica targata McLaren, dallo stop al traction control alle nuove qualifiche. In cui la concorrenza sarà fortissima, una sfida avvincente. E per l’ennesima volta siamo noi la squadra da battere».

Domenicali al posto di Todt L’anno scorso via Schumacher, via Ross Brawn: qualcuno pensava alla fine del team, che invece ha vinto ancora. Ora via anche Todt, c’è Domenicali: «A lui auguro la stessa fortuna, da non tecnico, che ebbi io quando Enzo Ferrari, negli anni ’70, scelse me come capo della scuderia proprio perchè non ero un tecnico». Vinse con Lauda, Domenicali può farlo con Raikkonen o con Massa. Montezemolo parla dell’orgoglio di un marchio Ferrari che porta in giro per il mondo l’immagine di un’Italia innovativa, competitiva, vincente, un modo per replicare all«’inaccettabile degrado di immagine del paese che deriva dall’emergenza rifiuti» in Campania, di un paese in cui le «sbornie ideologiche» di alcune parti non fanno capire «la centralità dell’impresa», la necessità di infrastrutture moderne, e impediscono che la competizione arrivi anche nei pubblici servizi, cosa che li renderebbe accessibili e più economici. «Non a caso è cresciuta la dimensione del tricolore sulla scocca Ferrari», dice. La Ferrari che si ringiovanisce vince ancora: «Stabilità dinamica», i numeri due che crescono perchè sanno che possono diventare numeri uno. «Tra due mesi e mezzo finisco il servizio militare», la presidenza in Confindustria: avrò più tempo per stare a Maranello«, per lavorare dove ama, insieme alla Fiat, insieme alle proprie attività imprenditoriali. Con Todt suo alter ego. Con una Ferrari che cresce con numeri record, che si internazionalizza, che punta non solo sull’auto. Ma che dalla F.1 trova ancora il suo vero core-business. «Non ci nascondiamo, dobbiamo vincere ancora». 

E McLaren rilancia: ecco la nuova MP4-23 La McLaren-Mercedes ha presentato oggi la MP4-23, la monoposto per il 2008. Dieter Zetsche, presidente della Daimler e Ron Dennis, numero uno della McLaren, hanno accolto gli ospiti nel museo della Mercedes-Benz a Stoccarda. Con loro i piloti ufficiali Lewis Hamilton, che festeggia oggi i suoi 23 anni, e Jeikki Kovalainen, insieme ai collaudatori Pedro de la Rosa e Gary Paffett e ai 700 dipendenti della Mercedes. I dettagli della nuova monoposto sono stati completati ieri nella sede della McLaren a Woking in Inghilterra, poi la MP4-23 è stata trasportata in un camion Mercedes-Benz al museo di Stoccarda. Dopo la presentazione la vettura sarà trasportata sul circuito di Jerez de la Frontera in Spagna, dove mercoledì Kovalainen e De la Rosa inizieranno il programma dei test privati. Le prove proseguiranno per cinque giorni, escluso il week-end. Giovedì sarà Hamilton a scendere in pista e testare per la prima volta la macchina per il 2008.

Ron Dennis: "La McLaren vuole 2 mondiali..." "Vogliamo lottare per entrambi i titoli mondiali. Puntiamo ad essere competitivi anche nella prossima stagione, vogliamo continuare lungo la strada intrapresa nel 2007. Ogni singolo membro della squadra ha lavorato molto duramente dalla fine del 2007 per mettere in pista la MP4-23 il più presto possibile. Vogliamo sfruttare tutto il tempo a disposizione per i test prima che la macchina parta per l’Australia", dove la stagione si aprirà a metà marzo. Il battesimo è avvenuto proprio nel quartier generale della Mercedes. Una scelta non casuale, evidentemente, dopo il 2007 che ha offuscato soprattutto l’immagine della porzione inglese della scuderia. "Siamo contentissimi di poter presentare la nostra nuova macchina nel museo Mercedes Benz, questo sottolinea la solidità della nostra collaborazione".