Riparte da Los Angeles l'avvertira Fiat in Usa

Il Salone di novembre terrà a battesimo la 500. Attese indicazioni sulla quotazione di Detroit

Sarà l’Auto Show di Los Angeles, dal 19 al 28 novembre prossimi, a tenere a battesimo il lancio ufficiale della Fiat 500 negli Stati Uniti e, di riflesso, a segnare il ritorno del marchio torinese sul mercato a stelle e strisce. Prodotta a Toluca, in Messico, la 500 versione Usa sarà in vendita per il 50% nel Nordamerica e in Canada, e per il restante 50% in Brasile (nessun dazio è dovuto grazie al fatto che la vettura nasce in Messico). Ne saranno sfornate, subito, 100-110mila unità. Poi si vedrà. L’utilitaria chic di Torino (la versione ad hoc per gli Usa prevede il motore 1.4 Fire Multiair e una serie di accorgimenti, come la ruota di scorta posizionata sotto il pavimento, il bocchettone della benzina spostato, sospensioni e sistema di illuminazione differenti) è uno dei 15 modelli, tra novità e pesanti rinnovamenti, che Sergio Marchionne, in qualità di amministratore delegato del Chrysler Group, presenterà entro dicembre al mercato americano. A fare da apripista a questi modelli, pronti a dare una forte scossa alla gamma e all’impatto dei vari brand (gli altri sono Jeep, Dodge e Ram) con il pubblico, è stato il nuovo Grand Cherokee targato Jeep, prodotto nella fabbrica Jefferson North di Detroit. Il rispetto del piano di sviluppo dei prodotti, insieme al ritorno della 500 in America, sarà tra gli argomenti che Marchionne affronterà oggi con gli analisti subito dopo l’approvazione, da parte del consiglio di amministrazione della Chrysler, dei dati del secondo trimestre. All’appuntamento, il secondo dell’era Fiat, la casa Usa si presenta completamente trasformata rispetto allo scorso anno, tanto che lo stesso Marchionne, nelle scorse settimane, aveva annunciato di «voler restituire con anticipo al Tesoro americano il finanziamento ottenuto (7,4 miliardi di dollari, di cui 1,62 erogati dal governo canadese, ndr)» e che è stato necessario per uscire dallo stato di crisi. Chrysler, allo stato attuale, dispone di liquidità per 8 miliardi di dollari, e da novembre, in concomitanza con il lancio della 500, vedrà la Fiat crescere al suo interno di un ulteriore 5%, portando così la quota del Lingotto al 25%. «Per la fine del 2011 - come spiegato da Marchionne - il peso di Torino salirà nuovamente e la partecipazione sarà, come previsto, del 35%». «Ci sono indicazioni incoraggianti, l’azienda sta crescendo», ha commentato Marchionne in occasione della visita del presidente americano Barack Obama a Jefferson North. E i conti che oggi saranno esaminati dal consiglio di amministrazione dovrebbero confermare che il peggio, per la Chrysler, è davvero alle spalle. I numeri che Marchionne illustrerà nel quartiere generale di Auburn Hills, secondo le stime degli analisti, sono positivi. La società Usa ha venduto a luglio il 5% di auto in più dello stesso mese dello scorso anno e nei sette mesi la crescita è stata dell’11%. Un incremento inferiore a quello registrato da Gm e Ford, ma comunque un segnale importante. [TESTO]Più 22%, invece, il dato relativo alle consegne nel secondo trimestre.[/TESTO] Precisazioni, oggi, sono attese soprattutto sulla quotazione del titolo Chrysler a Wall Street, anche alla luce del mezzo passo indietro fatto da Ed Whitacre, il numero della General Motors, il quale ha affermato che il momento di riquotare il colosso dell’auto di Detroit «non è ancora quello giusto».