RIPARTE LA POLITICA

Subito, tutta la mia solidarietà personale a Claudio Burlando. Leggendo l’articolo su La Repubblica di ieri in cui ha dichiarato a Concita De Gregorio che non è gay, che non ha un’amante di trentacinque anni, che non prende pillole per dormire, che non fa uso di erbe e tisane particolari, mi verrebbe da abbracciarlo.
Intendiamoci, non ho particolari simpatie per il presidente della Regione, soprattutto non simpatie politiche. Per me, nonostante gli renda merito per l’intuizione dell’Acquario, resta sempre il politico che - opponendosi alla bretella Voltri-Rivarolo - ha rallentato enormemente lo sviluppo di questa città, che ancor oggi sta a parlare di gronda di Ponente, alta, bassa, corta o lunga. Per me, resta sempre il presidente della Regione che è prigioniero del massimalismo di parte della sua coalizione, tradendo molte delle promesse di sviluppo fatte in campagna elettorale, e sta smontando tante cose buone fatte da Biasotti.
Eppure, nonostante queste colpe politiche, sono assolutamente solidale con Claudio Burlando quando è obbligato a parlare di affari suoi ai giornali. Anche se fosse gay, anche se avesse un’amante trentacinquenne, anche se prendesse pillole di melatonina o bevesse tisane, sono affari suoi. Non questioni politiche. E ha sbagliato quella parte del centrodestra, Sandro Biasotti compreso, che in aula ha pigiato troppo l’acceleratore su questioni al confine estremo fra privato e pubblico. Facendo arrabbiare anche molti moderati, a cui queste cose non piacciono e che perferiscono lasciare alla sinistra certi modi di fare politica. Anche perchè Biasotti è stato il miglior governatore che la Liguria abbia mai avuto (e che, probabilmente, avrà) e non ha nemmeno bisogno di altri argomenti.
Devo dire però con estremo piacere che la Casa delle libertà, dopo essere andata anch’essa contromano (politicamente) e aver rischiato di trasformare in un boomerang una serie di errori di Burlando, ha ritrovato la retta via. Il merito è tutto di Claudio Scajola che, fin dall’inizio, insieme a noi del Giornale che abbiamo tenuto la barra dritta dal primissimo giorno, ha avuto una sola posizione: il fallimento di Burlando è tutto politico, non automobilistico, nè tantomeno sessuale o farmacologico.
Ecco, credo che una conferenza come quella in cui ieri gli azzurri hanno spiegato la superiorità, nei fatti, del governo Berlusconi con Scajola garante della Liguria e della giunta Biasotti sul governo Prodi e sulla giunta Burlando, sia quello che serve. La politica è ripartita. Sulla rampa giusta.