Riparte il terzo valico ferroviario Restano 4 miliardi di euro di danni

Dopo i ritardi e i danni all’erario provocati dalle brusche frenate del tandem Prodi-Di Pietro, le iniziative del governo Berlusconi fanno ripartire la Liguria. La nostra regione sta per prendere finalmente il treno giusto, è il caso di dire, visto che lunedì prossimo saranno ufficialmente inaugurati a Sampierdarena, alle 11.30, i lavori per il Terzo valico ferroviario, con una cerimonia a cui presenzieranno i ministri Altero Matteoli, Claudio Scajola e forse lo stesso premier Silvio Berlusconi. In particolare, il nuovo avvio riguarda i lavori per realizzare la viabilità di cantiere tra Liguria e Piemonte: dovrà essere messo in sicurezza l’acquedotto di Arquata Scrivia e saranno riaperti i cantieri per realizzare la nuova strada di Voltaggio. La Liguria arriva alla linea di partenza con diversi anni di ritardo. Adesso ritorna strategico l’accordo di programma del 2004 a cui aveva dato impulso l’allora presidente del Porto Giovanni Novi. In seguito l’ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro aveva frenato tutto: «Non c’è un euro per queste opere, il Terzo valico non rientra nelle priorità del governo», aveva detto nell’agosto del 2006.
A quel punto l’esecutivo di centrosinistra aveva messo lo Stato nelle condizioni di subire pesanti ripercussioni economiche dalla cancellazione delle concessioni già assegnate, il danno calcolato era di un miliardo di euro.
Con il nuovo avvento del centrodestra importanti tappe di avvicinamento hanno consentito alla Liguria di ripartire. Una volta eletto, il governo Berlusconi ha ripristinato le concessioni (nel frattempo l’Unione Europea aveva dichiarato illegittimo il decreto Bersani che l’aveva revocate). Il 23 marzo scorso è stato approvato dal governo il progetto definitivo con lo schema di finanziamento. Il Cipe ha dato, a fine giugno 2009, il via libera alla seconda tranche di interventi infrastrutturali nazionali per 3,1 miliardi di euro, che si aggiungono ai 4,9 miliardi di euro già stanziati. Si tratta di progetti definitivi di opere, assicurava il ministero, «le cui procedure di gara possono partire immediatamente». Tra queste, c’è anche il Terzo Valico. I finanziamenti del Cipe per il Terzo Valico dei Giovi (primo lotto dell’asse ferroviario Genova-Milano) sono di 500 milioni di euro. Ora si riparte. Restano i danni. In particolare come spiega l’esperto di infrastrutture Walter Bertini «da una stima fatta dalla Corte dei Conti il fatto che Prodi abbia bloccato tutti i cantieri ha provocato all’erario un danno di 4 miliardi di euro di mancato introito».