Ripartiamo da Musso e Biasotti candidati

Buon 2008, Direttore. Sto seguendo col solito interesse, che riesci così magicamente a suscitare, le risposte alla tua bordata sulle colpe dell'opposizione.
Sono certo che, tra i politici che leggono Il Giornale di Genova (non tutti quelli del centrodestra, come tu stesso hai più volte rimarcato), ci sarà una processione in cui ognuno dirà che lui ha fatto molto, moltissimo, ma che per qualche ragione non si è venuto a sapere.
Ebbene, sono felice che il primo a cui tu hai dato spazio nella risposta, e credo il primo a risponderti, sia stato l'ottimo Enrico Musso, persona davvero di qualità inusuale per le nostre latitudini, con un eccellente comportamento prima, durante e dopo la campagna elettorale che pure, anche per colpa di qualche elettore di centrodestra che si è dimenticato di fare il proprio dovere e che ora si lamenta, ha onorevolmente perso.
Credo che i partiti con orientamento non-sinistro dovrebbero fare uno sforzo assolutamente difficile, quasi contronatura, per stringersi intorno a questo prossimo ideale candidato per Tursi. Ha infatti alcuni vantaggi non trascurabili. Non è professionista della politica, è comunque un validissimo professionista, ha creato un movimento (we the people) che non risulta antagonista ai partiti stessi, ma mi pare improntato a fare Cultura politica, con la C davvero maiuscola. Ho avuto l'occasione di presenziare ad un incontro sulla fiscalità un sabato mattina di diluvio universale e sono rimasto davvero sorpreso dal livello degli interlocutori e dal non esiguo numero di presenti.
Insomma, io propenderei, in attesa degli sviluppi nazionali di un centrodestra lacerato quanto mai, di avviare una via genovese all'opposizione, che punti a riconoscersi in un leader, senza troppe personalizzazioni e suddivisioni. Credo che a Genova siamo tutto sommato fortunati, perché la disponibilità all'unità (u minuscola, intesa in modo non gramsciano) risulta per esempio evidente in Gianni Plinio rispetto alle stupefacenti posizioni del suo leader di riferimento nazionale, della cui lucidità mentale incomincio francamente a dubitare.
Immagina che opportunità! I nostri eroi, o almeno quei pochi eroi eletti nelle nostre fila, potrebbero fare di Genova un esempio di nuova politica, dove ci si metta tutti insieme dietro a valori condivisi, magari confluendo a livello cittadino in quella «COSA» di centrodestra che si chiami come vuole, ma che punti soprattutto sulla eliminazione degli sprechi, ormai insopportabili per tutti. Il primo spreco è avere troppi partiti, anche di opposizione, in cui la maggior parte dei rappresentanti, come membri della Casta (v. Stella/Rizzo) o abitanti del Residence di
Italiopoli (v. Beha) pensano solo a guadagnare i loro gettoni e ad ottenere quanti più vantaggi possibili, magari brigando con quelli che dovrebbero combattere.
Con un solo Partito, uno dei vantaggi immediati sarebbe infatti, è evidente, quello di far andare a lavorare ( intendo un lavoro normale!) una serie di personaggi inutili e mediocri. E spero che non venga fuori la solita scusa delle diverse anime, dei diversi trascorsi, delle diverse storie. Tutto vecchiume, nulla che riguardi il futuro. Ed in questa città vecchia chi non pensa al futuro deve togliersi dai piedi!
Per concludere, auguro a tutti gli amici de Il Giornale di Genova alcune cose: che il Direttore rimanga dove è, che gli eletti del Centrodestra leggano TUTTI I GIORNI il Giornale, per sapere almeno che cosa pensano i loro elettori, e non quelli che scrivono nella posta dei lettori del giornale di due secoli fa; che una Cosa unica del Centrodestra diventi reale almeno a livello cittadino (basta volerlo); che Musso sia indicato già ora come il prossimo candidato sindaco, così come Biasotti sia indicato subito ed ufficialmente come candidato presidente della Regione.
Sarebbe un 2008 con un po' di senso di svolta, senza baloccarci con le promesse non mantenute della Sindaca e con la nullità assoluta del Gerundio.
Buon anno a tutti.