Per ripartire si deve tornare allo Statuto

Alfredo Biondi*

È necessario ripartire dallo statuto di Forza Italia per arrivare a regole certe, far funzionare realmente le strutture, e garantire le opportunità di scelta che esso prevede. Così come è necessario parlare di più e più spesso per garantire una partecipazione responsabile.
Forza Italia sta attraversando una fase difficile ed impegnativa nel contesto della vita politica italiana. Il risultato elettorale delle politiche, nella sua crudeltà ha tuttavia assegnato a Forza Italia il ruolo di massimo partito italiano. Un risultato contemporaneamente sincero e bugiardo. Sincero perché il distacco da tutti gli altri partiti non consente discussione, bugiardo perché lo 0,01 per mille è una differenza minima rispetto ai risultati dell’Unione.
A forza di chiedere «discontinuità», di volersi schierare a «tre punte» i nostri alleati hanno psicologicamente indebolito l'azione della Casa delle Libertà, ma paradossalmente hanno confermato nei fatti e nei voti la leadership di Silvio Berlusconi, che ha compiuto uno sforzo incredibile, sovvertendo i pronostici e sconfiggendo i malpancisti.
Forza Italia ha sommato insieme soggetti politici di differenti origini, anche storicamente ostili (cattolici, liberali, socialisti e cittadini prima mai coinvolti). Da questa sintesi è nata e continua ad esistere, anche fuori dalle strutture di partito quella militanza spontanea che è la vera forza propellente di Forza Italia, fenomeno politico di popolo. Occorre perciò che Forza Italia somigli alla base che lo sostiene al proprio interno ed al popolo che lo vota.
Occorre ristabilire la circolazione delle idee e delle proposte, il partito ed i suoi gruppi dirigenti devono farsi carico di realizzare un rapporto continuo fuori e dentro il Partito, di conoscenza e di corrispondenza. Quest’esigenza è divenuta essenziale se si considera che dal 2001 al 2006 Forza Italia ha avuto le più rilevanti responsabilità di governo nell’ambito della Casa delle Libertà eppure non c’è stato un apprezzato e continuo legame tra il governo e le stesse strutture periferiche del partito e con la gente.
Partecipazione responsabile, contatto continuo con il partito e con l’elettorato, patti chiari ed amicizia lunga con i nostri alleati. Vincendo ambizioni spropositate e certe riserve mentali e politiche.
La vera novità è quella di far funzionare quello che c’è. Occorre «tornare allo Statuto» e rimettere in movimento la circolazione sanguigna delle idee, creando occasioni di conoscenza e di partecipazione responsabile.
Il popolo che ci ha votato lo merita, per l’amore e per la fiducia che ci ha dimostrato. Sarà questa la risposta corale che arriverà, non solo dalle aule Parlamentari ma dalle strade e dalle piazze, contro le inadempienze, le contraddizioni e i tentativi d’aggressione di Prodi e della sua scombiccherata maggioranza. Non dobbiamo lasciare solo Berlusconi a cantare e a portare la croce. «Tornare allo Statuto» significa tornare con e tra la gente, preferendo la fatica delle piazze ai Salotti, televisivi e no, del politicamente corretto.
«Tornare allo Statuto» vuole dire tornare allo spirito originario di Forza Italia.
*presidente del Consiglio nazionale
di Forza Italia