Il ripescaggio premia l’Amatori: giocherà in serie A

Il rugby italiano cresce, non solo per i successi nel Sei Nazioni: 62mila tesserati, 42% in più negli ultimi quattro anni, piccolo boom nella fascia giovanile fra under 15 e under 19. Un’onda che Milano deve cavalcare. L'occasione si presenta all'Amatori, bandiera del rugby italiano, ultimo scudetto nel 1996 poi il trasferimento a Calvisano e la rinascita, nel 2002, partendo dalla C. Sconfitte nel playoff promozione di B dal Noceto, le «bianche casacche» giocheranno comunque la prossima stagione in serie A, il secondo campionato nazionale. Promozione permessa dalla fusione fra Leonessa e Rugby Brescia, che libera un posto destinato proprio all'Amatori, migliore fra le non promosse sul campo.
«Verremo inseriti in girone in cui andremo da Roma a Padova - spiega il presidente Giancarlo Giovannini - e abbiamo bisogno di un budget di 700-800mila euro, più del triplo dell'anno scorso. Il contributo dei soci non basta più. Contiamo ancora sul marchio Italease ma cerchiamo altri abbinamenti, se interessati a un lungo progetto. Non coltivare l'ambizione di tornare in Super 10 vorrebbe dire tradire la storia del club. La squadra? Occorrono 5-6 nuovi giocatori». L'Amatori progetta di allenarsi a Segrate, dove creare un settore giovanile e di tornare a giocare all'Arena Civica.