Ripetizioni di privacy per il video a scuola

La certezza della pena esiste. A scuola, almeno. E i tempi della «giustizia» sono rapidissimi. Per informazioni chiedere allo studente imperiese che filmò il professore, magari per carpire un videoscoop da mandare in tutto il mondo tramite «Youtube». Una sospensione di quattro giorni (con obbligo di frequentare le lezioni) e altrettanti rientri pomeridiani per studiare la legge sulla Privacy è infatti la punizione inflitta dal consiglio di classe allo studente diciottenne dell’Istituto per Geometri Ruffini di Imperia che la settimana scorsa era stato sorpreso mentre filmava una lezione.
Era stato lo stesso insegnante, dopo averlo scoperto, ad accompagnarlo dal preside Giovanni Poggio, il quale ha chiamato la polizia postale che ha segnalato il giovane al Garante della Privacy. Ora rischia una sanzione amministrativa tra i 3 e i 18mila euro. Quella decisa ieri, invece, è la sanzione disciplinare. «Una sanzione che vuole avere un valore educativo - spiega il direttore d’Istituto - e il giovane, così come previsto dallo statuto degli studenti e delle studentesse, non perderà un solo minuto di lezione. È, inoltre, previsto che il ragazzo possa svolgere un’attività di servizio a favore della comunità per comprendere, nel dettaglio, le norme amministrative che ha violato, in questo caso la legge sulla Privacy».
Sempre da Imperia arriva intanto una notizia su studenti, anzi studentesse, finite nei guai. La polizia municipale di Imperia ha infatti denunciato alla Procura dei Minori di Genova tre studentesse imperiesi di 15 anni che avevano marinato la lezione per andare a imbrattare con scritte d’amore (e altro) i muri delle Logge di Santa Chiara, un bene tutelato dalla Soprintendenza. Le tre ragazzine sono state incastrate dalle telecamere antivandali.