Per ripicca la Libia taglia il petrolio alla Svizzera

Tripoli fa scattare la rappresaglia dopo l'arresto, a Ginevra, del figlio di Gheddafi accusato di aver picchiato due dipendenti di un albergo. Bloccati due dei tre voli Zurigo-Tripoli. In manette due svizzeri in Libia

Berna - Si inasprisce la crisi tra Libia e Svizzera dopo l’arresto a Ginevra del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, accusato di aver picchiato due dipendenti di un albergo. Tripoli ha annunciato il blocco delle forniture di petrolio alla Confederazione elvetica effettuate con le sue navi dopo che già quelle battenti bandiera svizzera sono state bandite dai porti libici.

Il capo dell’Associazione petrolifera elvetica, Rolf Hartel, ha replicato che così «la Libia danneggia se stessa» e ha avvertito che «la Svizzera potrebbe trovare un altro produttore di petrolio nel giro di pochi giorni». Dopo la sospensione dei visti d’ingresso in Libia, l’arresto di due cittadini svizzeri, dopo il blocco di due dei tre voli settimanali Zurigo-Tripoli e la chiusura delle sedi di rappresentanza di alcune industrie elvetiche in Libia, è arriva la minaccia più dura: il blocco del petrolio, di cui Tripoli rifornisce il Paese alpino per quasi il 50% del suo fabbisogno. Per il momento, il greggio trasportato dalle navi commerciali di Paesi terzi non dovrebbe essere interrotto.