Riportate alla luce una domus e una necropoli

C’è anche un segreto fra i ritrovamenti illustrati ieri dal soprintendente archeologo Angelo Bottini alla presenza del sottosegretario Francesco Giro che ha ribadito come la funzione di tutela sia affidata in via esclusiva allo Stato attraverso le soprintendenze. È l’immagine di due personaggi, uno con un fascio di fulmini in mano, un fregio di tradizione greca in basso. «È in stucco, viene da un ipogeo, ma niente altro per ragioni di tutela».
Si sa tutto invece delle altre scoperte e dei lavori in corso. «Doveva essere un quartiere di mausolei, se ne vedono già cinque», racconta Marina Piranomonte, che durante i sondaggi per la costruzione delle scale del rinnovato Stadio del Rugby, tra viale Tiziano e via Dorando Pietri, a 123 metri dalla moderna via Flaminia e a 4 metri di profondità, ha scoperto una città dei morti a immagine di quella dei vivi come all’Isola Sacra.
Di lunga vita, come mostrano le ceramiche invetriate medievali che affiorano dai tetti. Lo scavo è arrivato all’altezza delle porte degli edifici. I mausolei, un campionario delle tecniche edilizie romane, potrebbero nascondere affreschi, sarcofagi. Ma nessun problema per il sei nazioni di rugby a febbraio. Verranno costruite delle scale provvisorie e, in accordo col Coni e il Comune che li finanziano, continueranno gli scavi.
Importantissima la scoperta all’altezza del chilometro 8,5 su via Vitorchiano, in un’area industriale abbandonata del gruppo Bonifaci. Ai lati della strada sono emersi sigillati dal limo del fiume uno sull’altro, blocchi di marmo decorati, colonne, lastre, epigrafi facilmente ricomponibili. I resti di un monumento funebre del II sec. d. C. che appartiene, secondo l’iscrizione, a Marco Nonio Macrino. È di mercoledì il ritrovamento di un blocco marmoreo sul lato opposto della strada, forse un altro tempio, pensa Daniela Rossi che segue anche gli scavi sull’Aurelia del borgo romano di Lorium a Castel di Guido.
Ben tre cantieri. Alla villa delle Colonnacce, nota dal 2001, sono apparse imponenti costruzioni a «prua di nave». Gli scavi della villa dell’Olivella stanno restituendo terme del III-II sec. d.C. con pavimenti a mosaico a tessere bianche e nere e in alto, fra l’Aurelia e l’Arrone dove correva il confine fra etruschi e Roma, sono stati trovati dodici ambienti di un grande complesso che va dalla protostoria all'età repubblicana.
A Palatino gli scavi interessano la Domus Tiberiana, il primo dei palazzi imperiali, su cui nel ’500 vennero impiantati gli Horti Farnesiani. Dagli anni ’80 sono in corso lavori di consolidamento per i gravi problemi statici dovuti al banco di tufo su cui poggia, alle cavità, alle infiltrazioni della vegetazione.
Attualmente si lavora nel criptoportico sotto gli Horti Farnesiani dove secondo gli storici venne ucciso Caligola. La conferma viene dagli scavi da cui emerge anche che non fu Nerone, ma Claudio ad arricchirla di colonnati e giardini. Il fronte verso il Foro e il Velabro è aggredito da problemi idrogeologici. Mentre si svuotavano alcune cavità sono venuti alla luce ambienti con pavimenti in mosaico e pareti ricoperte di pitture del primo stile pompeiano.