Riprende il volo la scolaresca lasciata a terra

Erano stati fatti scendere da un aereo tedesco: «Troppo vivaci»

da Roma

La scolaresca dei «Giamburrasca» romani lasciata a terra due giorni fa dal comandante del volo Lufthansa per «eccesso di vivacità» si è data una calmata. E così ieri, finalmente, il gruppo alle 12:50 è partito da Monaco e alle 15 ha preso l'aereo per Manchester. Alla fine la situazione si è risolta per la scolaresca dell'istituto Massimo di Roma. «Ma ho dovuto garantire alla polizia - ha spiegato una delle insegnanti, Maria Francesca Monaco - che sarebbero stati buoni. Siamo dovuti passare per Monaco perché è l'unico volo che hanno trovato e noi abbiamo accettato tutto pur di concludere questa vicenda».
Una vicenda che però, annuncia uno dei genitori, Mario De Santis, non finirà qui. «Non appena avremo la sicurezza che hanno effettivamente lasciato la Germania - ha spiegato - presenteremo subito una denuncia contro la Lufthansa. Hanno detto che avevano le cinture slacciate e i telefonini accesi e non era assolutamente vero. Li hanno sbarcati dall'aereo come fossero delinquenti. Hanno dovuto fare la colletta per pagare l'albergo. È veramente una situazione pazzesca che si è risolta solo grazie all'intervento del console De Luca».
Sulla vicenda il sindaco di Roma Walter Veltroni ha avuto «un cordiale colloquio con l'Ambasciatore della Repubblica federale di Germania Michael Gerdts», che, ha assicurato al sindaco «di aver intrapreso tutti i passi necessari per favorire una rapida e positiva conclusione dell'incidente».
L'assessore alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma Maria Coscia si è detta «sconcertata per l'atteggiamento che la compagnia aerea Lufthansa ha continuato ad avere nei confronti dei ragazzi dell'istituto romano Massimiliano Massimo».
«A prescindere da come sia effettivamente andata la vicenda, visto che le testimonianze del persole di bordo e dei professori non concordano, trovo incredibile ha aggiunto l'assessore - che una compagnia prestigiosa come la Lufthansa non abbia ritenuto necessario, come gesto comunque pacificatorio, occuparsi dei ragazzi una volta bloccati ad Amburgo e che abbia invece preferito mantenere un atteggiamento così punitivo nei confronti di chi è poco più che bambino. Spero che con il loro arrivo, questo pomeriggio, a Manchester i ragazzi si lascino alle spalle questa spiacevole vicenda e che possano proseguire il loro soggiorno all'estero serenamente».