La ripresa di Fiat mette il turbo all’Ifil

Allo studio di Gabetti nuovi investimenti. Per il 2005 previsioni «di forte crescita»

Pierluigi Bonora

da Milano

Notizie positive per gli Agnelli arrivano dai conti semestrali dell’Ifil. Grazie ai segnali concreti di ripresa della Fiat e soprattutto alla plusvalenza di 459,1 milioni realizzata dopo la cessione di Rinascente, la holding torinese ha chiuso il primo semestre con un utile consolidato di 624,1 milioni rispetto al rosso di 89,1 milioni dello scorso anno. Per la società guidata da Gianluigi Gabetti, il bilancio di ieri è stato il primo dopo la complessa operazione finanziaria a tre (Ifil-Exor-Merrill Lynch) che ha permesso agli Agnelli di mantenere il 30,06% della Fiat anche dopo la conversione del prestito di 3 miliardi e l’ingresso di otto banche nell’azionariato del Lingotto.
L’Ifil, a questo punto, una volta investiti 576 milioni in azioni ordinarie Fiat per evitare la diluizione al 22% a cui sarebbe andata incontro dopo l’aumento di capitale varato dal Lingotto, continua ad avere in cassaforte una liquidità notevole: 352 milioni dai 930 di fine giugno.
Questo denaro dà la possibilità al gruppo di continuare la sua strategia di investimenti, come ha ribadito di recente lo stesso Gabetti. Smentita, invece, l’ipotesi che sia allo studio un’operazione di «equity swap», analoga a quella effettuata su Fiat, per salire fino al 10% attraverso l’acquisto di azioni privilegiate nel Sanpaolo Imi, di cui l’Ifil detiene il 4,9% del capitale complessivo e il 6,3% di quello ordinario. Di sicuro l’Ifil concretizzerà una serie di investimenti, forse ancora in società quotate, dopo il recente intervento sul Sanpaolo Imi, oppure, come ricorda un analista, in compagnie «private equity style».
La previsione dell’Ifil è di chiudere l’esercizio 2005 «con risultati patrimoniali, economici e finanziari in forte crescita rispetto a quelli del 2004». Anche la capogruppo prevede un utile dell’esercizio 2005 «significativamente superiore» a quello dell’anno precedente, quando era stato pari a 80,2 milioni. Il patrimonio netto consolidato del gruppo al 30 giugno ammonta a 4.628,7 milioni di euro, in crescita di 835,8 milioni rispetto al saldo di fine 2004 (3.792,9 milioni). A livello della capogruppo Ifil i primi 6 mesi del 2005 hanno fatto registrare un utile di 29,4 milioni, in crescita (più 9,3%) rispetto all’utile dell’analogo periodo del 2004 (26,9 milioni).
Oggi, intanto, sarà il turno dell’altra holding della famiglia Agnelli. Il consiglio di amministrazione dell’Ifi, società finanziaria, approverà un bilancio semestrale che metterà in luce una posizione debitoria di circa 270 milioni, a fronte di dati che si annunciano comunque positivi a livello consolidato e civilistico.
In Borsa, ieri, la galassia Agnelli ha visto guadagnare terreno Fiat (più 1,32% a 7,43 euro), sull’onda dei 15mila ordini raccolti dalla rete commerciale per la Grande Punto, e Ifi (più 0,78%). Negativa, invece, Ifil (meno 0,24%).