La ripresa rallenta: la Fed valuta aiuti all’economia

Consumi e redditi al palo: la crisi continua a far sentire i propri effetti sugli americani, in un contesto in cui il mercato immobiliare soffre e gli ordini all’industria calano. La ripresa c’è, ma «la devastazione portata dalla recessione è ancora realtà per molti. Le cicatrici della crisi sono ancora fresche», ha affermato il segretario al Tesoro, Timothy Geithner. Il deteriorarsi delle prospettive economiche potrebbe così spingere la Fed a rivedere le proprie politiche: la Banca centrale sta infatti valutando misure ulteriori a sostegno della ripresa. Le opzioni sul tavolo sono: un impegno più forte a mantenere il costo del denaro ai minimi, tagliare il tasso pagato alle banche sulle riserve in eccesso e immettere liquidità sul mercato dei bond, acquistando titoli. In extremis, la Fed - secondo gli osservatori - potrebbe pompare liquidità direttamente nell’economia.
La Federal Reserve di New York inizierà però oggi a sperimentare su scala ridotta programmi di «reverse repo», uno uno dei possibili metodi per recuperare liquidità. Mentre i pronto contro termine prevedono l’impegno del portatore a ricomprare titoli o bond ceduti, con i «reverse repo» il portatore rivende titoli oppure obbligazioni acquistati a un prezzo più alto in una data futura prefissato. La Fed ha comunque precisato in una nota che i test, azioni di «prudente programmazione», «non rappresentano un cambiamento della politica monetaria».
Qualsiasi decisione la Fed prenderà il prossimo 10-11 agosto, chiarirà l’orientamento e i timori della Banca centrale sullo stato di salute dell’economia. Cruciale per le scelte della politica dell’istituto sarà il dato sulla disoccupazione, che verrà reso noto venerdì prossimo. Gli analisti si attendono un aumento del tasso dei senza lavoro in luglio al 9,6% dal 9,5% precedente. In giugno i redditi e i consumi sono rimasti invariati, deludendo le attese degli analisti che scommettevano su un incremento seppur modesto.