La ripresa sfila sulle passerelle milanesi Il made in Italy torna di moda nel mondo

Si aprono le sfilate della Moda Donna a Milano e l'attenzione oltre che alla creatività delle passerelle va anche ai numeri di questo settore.
Se il risultato medio dell'industria italiana ha registrato un calo di fatturato del 21,5 per cento nei primi dieci mesi del 2009, quello della moda è andato un po' meglio (si fa per dire) attestandosi a meno 15 per cento rispetto al 2008. Anche se i dati di ottobre sono stati ancora decisamente negativi con un meno 11 per cento a monte e meno 16 per cento a valle delle filiere, il clima di fiducia tra le imprese italiane è invece in sensibile miglioramento e le vendite natalizie lo hanno dimostrato realizzando una qualche ripresa dell'attività economica. Tendenza anche confermata dalle indagini per l'area Euro ed in particolare per la Germania, dove le imprese cominciano a essere soddisfatte anche della situazione corrente. Negli Usa gli indicatori del clima di fiducia sono sopra la linea che separa le fasi di contrazione da quella di espansione e le opinioni dei buyers prevederebbero una significativa crescita nel 2010. Certo in Italia per la moda gli ultimi dati a consuntivo (dati della Camera nazionale della moda italiana che qui riportiamo) sull'andamento del fatturato sono molto lontani dai segnali decisivi di inversione del ciclo malgrado il migliorato quadro internazionale le cui ripercussioni sull'export dovrebbero avvenire nel primo semestre del 2010. Sul mercato interno i consumi di abbigliamento sono troppo modesti e le politiche governative di rilancio sono troppo deboli. Hanno favorito i beni durevoli determinando uno spostamento di spesa delle famiglie che ha penalizzato i beni di vestiario. Il dollaro, per un breve periodo tornato a 1,30, si è di nuovo svalutato del 16 per cento e ha gelato l'export già da tempo in balia della debolezza dei mercati esteri. Ma per il 2010 le previsioni indicano un lieve recupero del fatturato valutabile a più 6,5 per cento nella prima metà dell'anno per stabilizzarsi poi nella seconda parte. Comunque il saldo commerciale a 11,193 miliardi di euro dovrebbe inorgoglire, pure in un momento di fatturati, il settore e suggerire ai consumatori di sostenerlo acquistando sempre più italiano. Il governo che dice: "Fatecela da soli", continuerà sempre sulla stessa strada…?