Ripresa vicina in Europa «Roma, Parigi e Berlino devono agire sul deficit»

Il commissario europeo Almunia: «Le previsioni non anticipano il giudizio sull’Italia» Inflazione 2005 stimata al 2,3%.

da Roma

L’Europa riprenderà a crescere nel biennio 2006-2007, ma le tre economie più importanti dell’area euro - Germania, Francia e Italia - continueranno ad avere deficit ben superiori al limite del 3% se non modificheranno le loro politiche di bilancio. In particolare, per l’Italia la commissione Ue prevede un deficit del 4,3% quest’anno, del 4,2% l’anno prossimo e del 4,6% del pil nel 2007, a politiche invariate. La stima della crescita italiana è dello 0,2% quest’anno, seguita da un rimbalzo dell’1,5% nel 2006 e dell’1,4% nel 2007. Tuttavia, il nostro Paese rischia di perdere ancora quote di mercato nel commercio internazionale. Le previsioni sui conti pubblici «non pregiudicano il giudizio della commissione sull’Italia», che sarà formulato in gennaio dopo un incontro con Giulio Tremonti, avverte il commissario agli Affari economici Joaquin Almunia.
Europa in ripresa. Sarà soprattutto la domanda interna, trainata dagli investimenti e da una minore disoccupazione - afferma la commissione nelle sue previsioni d’autunno, rese note ieri a Bruxelles - a spingere l’economia di Eurolandia fuori dalle secche. La crescita nei 12 Paesi dell’area euro dovrebbe essere pari all’1,3% alla fine di quest’anno, per rimbalzare all’1,9% nel 2006 ed al 2,1% nel 2007. «Lo scenario è quello di una crescita globale robusta, con un incremento del commercio mondiale ed un ritorno dell’Europa alla sua crescita potenziale», intorno al 2%. Nonostante il rialzo dei prezzi petroliferi ed energetici, l’inflazione non fa paura: il 2,3% medio di quest’anno dovrebbe ritornare al 2,2% nel 2006 ed all’1,8% nel 2007, sulla base di una previsione di stabilità del barile di petrolio, fra i 60 e i 61 dollari. In queste stime c’è anche un messaggio evidente di Bruxelles alla Banca centrale europea: non è necessario aumentare i tassi d’interesse. «Dobbiamo rispettare l’indipendenza della Bce, ma abbiamo anche il dovere di dire come la pensiamo», chiarisce Almunia.
Deficit ancora elevati. La maggiore preoccupazione della commissione riguarda i conti pubblici dei principali Paesi europei, Germania, Francia e Italia. Berlino e Parigi resteranno oltre il limite di deficit del 3% almeno fino al 2007, dunque per sei anni di fila. All’Italia la commissione aveva dato tempo fino al 2007 per ritornare entro i limiti di Maastricht, ma le stime di Bruxelles sono di un rapporto deficit-pil del 4,2% nel 2006 e del 4,6% «a politiche invariate» nel 2007. Il documento della commissione prevede anche un aumento del rapporto debito-pil quest’anno (la prima volta in un decennio), raggiungendo il 108,6%. Il dato scenderebbe al 107,4% l’anno prossimo e al 105,2% nel 2007.
Presto incontro Almunia-Tremonti. Le stime della commissione sui conti pubblici italiani non tengono conto completamente delle misure inserite nella Finanziaria, che non è stata ancora approvata in Parlamento. «Sono stime che non pregiudicano il giudizio di Bruxelles sull’Italia», che arriverà in gennaio, precisa lo stesso Almunia. Il commissario Ue vedrà in dicembre il nostro ministro dell’Economia: «Abbiamo concordato un incontro, perché Tremonti vuole spiegarmi nel dettaglio l’impatto delle misure fiscali nel 2006 - dice Almunia -: ne discuterò con lui in modo da avere una base migliore per la nostra valutazione di gennaio». La commissione, nel valutare l’andamento dell’economia italiana nel prossimo biennio, segnala anche il rischio di una nuova perdita di quote di mercato nel commercio internazionale, «soprattutto a causa del peggioramento di competitività sui prezzi e sui costi».