«Ripristinato» dal Consiglio di Stato il piano regolatore annullato dal Tar

IL RICORSO Sul nuovo Prg erano stati rilevati alcuni vizi procedurali dovuti alla fretta

Resta ancora in vigore, almeno fino al 7 luglio, il piano regolatore generale approvato dal Consiglio comunale capitolino il 12 febbraio 2008. Lo ha deciso il Consiglio di Stato sospendendo la decisione adottata dal Tar del Lazio il 19 marzo scorso. In quell’occasione il Tar annullò il Prg, accogliendo il ricorso presentato dalla società Bodicea Property Services Co Limited e bocciando in sostanza la procedura di approvazione del piano regolatore capitolino. Ora il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tar, fissando anche l’udienza per la discussione nel merito della vicenda al 7 luglio prossimo.
Il Consiglio di Stato ha accolto le istanze cautelari sollecitate dal Comune e dalla Provincia di Roma, nonché dalla Regione Lazio «considerato che - si legge nell’ordinanza - il vizio procedimentale ravvisato dal primo giudice, e che costituisce il motivo unico e assorbente dell’annullamento degli atti impugnati, appare superato dal successivo intervento in sede di approvazione del Prg dello stesso consiglio comunale, del quale si era lamentato il mancato intervento in sede di verifica delle modifiche introdotte dalla conferenza istruttoria». I giudici amministrativi di secondo grado della IV sezione affermano poi «che a tale giudizio di irrilevanza dell’omissione suindicata si perviene tenuto conto: che essa si è verificata in una fase in cui era stato già definitivamente superato il passaggio delle osservazioni e delle controdeduzioni, sicché l’unico pregiudizio astrattamente ipotizzabile avrebbe investito le prerogative del consiglio comunale; che, in ogni caso, anche a voler condividere l’assunto del primo giudice secondo cui in sede di conclusiva approvazione del Prg il consiglio comunale non avrebbe avuto gli stessi poteri esercitabili nella predetta fase endoprocedimentale, non può negarsi che lo stesso avrebbe avuto quanto meno la possibilità di negare in toto l’approvazione e di chiedere la previa emenda di eventuali vizi di legittimità, ove avesse ritenuto che essi ledessero le sue prerogative; che, infine, non è pertinente con la ricostruzione testé proposta il rilievo circa l’impossibilità di “ratifica” o di “convalida” dei vizi da parte dell’organo consiliare, atteso che il suo intervento si è collocato al termine dell’unico iter procedimentale di formazione del Prg, in un momento in cui certamente all’organo titolare del potere di emanazione del provvedimento finale è consentito rilevare eventuali vizi e sollecitarne l’eliminazione».
«Il parere espresso dal Consiglio di Stato sul Prg ha ridato ossigeno a Roma ma non ha eliminato il problema che si ripresenterà tra due mesi entrando nel merito della sentenza del Tar, il piano va modificato nella sostanza», commentano i consiglieri comunali del Pdl Aurigemma, De Luca, Quarzo e Vannini. «Il Consiglio di Stato con la sua sentenza ha preso una posizione, abbiamo avuto ragione a fare l’appello, si è rivelata la scelta più opportuna», sostiene invece l’assessore all’Urbanistica Marco Corsini.