Riprova a uccidere la moglie, in cella

Gelosissimo, dopo aver tentato di ucciderla la sera del 29 ottobre dello scorso anno, l’altro giorno ha violato l’obbligo di domicilio e si è ripresentato a Desio con le tasche piene di proiettili. Credeva a torto o a ragione che, la sua compagna avesse una relazione sentimentale con un altro. Anche se ormai viveva lontano dalle chiacchiere. L’onore, prima di tutto, da difendere a modo suo.
L’uomo, 50 anni, originario di Potenza, è stato notato da alcuni vicini di casa mentre s’intrufolava sotto il palazzo di Via Forlanini, dove abita la consorte. Subito avvertiti, due equipaggi di carabinieri hanno trovato l’operaio con addosso alcuni proiettili di grosso calibro, mentre non sono riusciti a rintracciare la pistola. Accusato, per ora, di violazione di domicilio è stato fermato.
Il mancato omicida, meno di un anno aspettò la compagna di una vita sempre allo stesso posto. Quando la donna, 47 anni, casalinga, scese dalla sua Fiat Marea per alzare la saracinesca del box, lui con un balzo si mise alla guida dell’auto e cominciò a investire la donna. La travolse almeno quattro, cinque volte fino a quando la poveretta con le ultime forze, che le erano rimaste, si era trascinata in un angolo. E sfuggire così alla furia omicida del marito. Un uomo dal sangue caldo, accecato dalla gelosia e completamente fuori di sé. Solo l’intervento di alcuni condomini, che avevano sentito le grida della vittima hanno evitato che l’aggressione finisse nel peggiore dei modi.
L’operaio fu arrestato, spedito in carcere con l’accusa di tentato omicidio, e quindi a Potenza con l’obbligo di restarci, la moglie ricoverata all’ospedale di Desio, in gravi condizioni riuscì a cavarsela per miracolo. I dottori la ricoverarono nel reparto di terapia intensiva, e sul certificato medico avevano scritto che la prognosi era riservata. La Fiat Marea le aveva maciullato una gamba, procurato diverse ferite in varie parti del corpo. Allora, coloro i quali conoscevano bene la coppia erano rimasti stupiti da tanta violenza, tanta brutalità. Tutti sapevano che tra i coniugi il rapporto si era progressivamente logorato eppure nessuno pensava che l’uomo arrivasse a premeditare un piano per «eliminare» la consorte. A questo punto gli inquirenti, devono trovare l’arma, seppure al cinquantenne, la magistratura ha già revocato i benefici di legge.