Riqualificare l’esistente e ridisegnare i quartieri

«Innanzitutto è necessario un forte investimento di mantenimento e di riqualificazione del patrimonio pubblico. Sono contrario allo sviluppo della città fuori dal raccordo anulare. La mia opinione è che bisognerebbe investire molto di più nella riqualificazione dell’esistente: in questo modo si potrebbero raddoppiare le unità abitative. I quartieri vanno poi ridisegnati, con un piano di abbattimento che preveda delle alternative per chi ci abita. In modo tale da poter riconsegnare unità abitative più belle, con quartieri più vivibili. Si facciano delle azioni che trasformino sul serio le municipalità in piccole cittadine, dove c’è davvero tutto. Non è giusto che per avere un po’ di qualità della vita bisogna per forza arrivare in centro, con la difficoltà che tra l’altro alle 11 di sera smette di circolare la metropolitana. Quindi: riqualificazione del patrimonio pubblico e mantenimento in funzione del calmieramento di affitti e prezzi delle case; rilancio dell’edilizia popolare, permessi per ristrutturare le case in modo da ridurre la metratura dell’unità abitativa e adeguarla ai nuovi standard familiari; un piano di abbattimento e ricostruzione delle periferie per fare Roma ugualmente vivibile in ogni sua parte».