Ris: "Torneremo a Erba per un altro sopralluogo"

Si allungano i tempi dell'indagine. Gli esperti devono acquisire nuovi elementi. Ma si aspettano le prossime mosse della Procura. Due le alternative dei magistrati. Esaminare i campioni di dna, distruggendo le prove, oppure iscrivere qualcuno nel registro degli indagati, compromettendo la segretezza

Erba - Sembrano allungarsi i tempi per la risoluzione del giallo della strage di Erba. La relazione dei Ris sui rilievi scientifici compiuti dentro e fuori la casa di via Diaz infatti non è stata ancora consegnata. "Torneremo nei prossimi giorni sulla scena del delitto perché sono necessari ulteriori accertamenti" annuncia il colonnello Luciano Garofano, comandante dei Ris di Parma. Le "tute bianche" dei carabinieri torneranno in via Diaz, probabilmente già la prossima settimana. "Quando esattamente - spiega Garofano - dipenderà dalla Procura di Como che deve decidere le sue prossime mosse".

Strategie Per il pool di magistrati impegnati dalla sera dell'11 dicembre in questa contorta indagine, si è arrivati ad un bivio: decidere se scoprire le carte iscrivendo sul registro degli indagati il nome, o i nomi, di chi si sospetta possa essere stato l'autore del massacro per consentire la nomina di periti di parte e svolgere quegli approfondimenti scientifici sui reperti in mano ai Ris (una macchia di sangue, tre capelli, l'impronta di una calzatura e una digitale) ritenuti non compatibili con le vittime del massacro. Attraverso questi approfondimenti sarà possibile ricavare il dna, ma i reperti saranno inesorabilmente distrutti. Nel caso in cui il lavoro investigativo si dovesse rivelare una sbagliata intuizione, gli inquirenti dovranno ripartire da zero, ma l'iscrizione sul registro degli indagati rischierebbe di vanificare buona parte del lavoro sinora svolto nella massima segretezza.