Risalita Milan

Milano A San Siro è ancora un Milan da scudetto: 8 punti su 8 conquistati nel suo stadio lo testimoniano. Ma qui è il caso di alzare la testa oltre il rotondo 3 a 0 di ieri sera e di prendere atto della rincorsa rossonera, cominciata ufficialmente nella sera in cui l'Inter cade pesantemente a Catania. Il Milan è vivo. E anzi comincia a macinare gol e gioco, non a caso in conseguenza del recupero dei suoi migliori protagonisti. Ibrahimovic, assente dal tabellino, è uno degli artefici della prova rotonda e pastosa offerta dai campioni al cospetto di un rivale incapace di reggere il confronto e fin troppo arrendevole dinanzi alle cadenze serrate dei berlusconiani. Con Ibra ispiratore del gioco di attacco, persino Nocerino può permettersi il lusso di prendersi una sontuosa rivincita contro critica e suoi ex sodali mettendo lo zampino sul primo gol che apre le porte del successo ai padroni della sfida. Quando c’è Ibra su questi livelli, tutto è possibile nel Milan di ieri e in quello di oggi. Anche che Robinho, al ritorno dopo il 6 agosto, dopo quasi 100 giorni insomma, riesca a timbrare il cartellino del gol, il 2 a 0, che non è una sua vocazione dichiarata spalancandogli la strada verso la porta del povero Tzorvas. Attorno a Ibra, il profeta di sempre, sta crescendo un altro Milan che riesce nell'occasione persino a fare a meno di Thiago Silva (toccato duro da Ilicic e perciò uscito dopo mezz’ora) richiamando al suo posto Bonera.
Non c’è traccia alcuna nel taccuino e neanche nei riflessi filmati di un tiro in porta del Palermo: così il discusso Abbiati può cavarsela con qualche uscita mentre Miccoli, Hernandez e Pinilla in sequenza offrono una prova dell’impotenza e anche dell’incredibile trasformazione del Palermo tra le perfomances domestiche e quelle lontane dal proprio stadio. Si rivede un Aquilani accettabile, Nocerino è super rispetto ai precedenti, anche la corsa e la condizione del gruppo milanista risulta soddisfacente. Da smerigliare solo la mira. Perché già nel primo tempo, prima del blitz di Nocerino, due volte Cassano e due volte Robinho, hanno l'opportunità di mettere sotto il rivale e dare alla serata una piega subito favorevole. E invece il Milan esonda nella seconda frazione quando Ibra inventa per Robinho e Abate consegna a Cassano una palletta che non si può sbagliare.
Fa specie questo Palermo così arrendevole. A leggere le dichiarazioni di Zamparini è una tigre di carta che si arrende prim’ancora di cominciare per via di uno schieramento super difensivo che non aggiunge cemento alla trincea scavata da Miliaccio, uno dei pochi a salvarsi dalla insufficienza. È sui due lati che Mangia si ritrova tradito: sia Pisano che Mantovani non rappresentano una opposizione credibile alle sfuriate di Abate, Antonini, Cassano e Ibra. Così il portiere greco ben presto deve mettersi al lavoro per evitare che finisca in goleada. Segnano in tre, tre diversi: anche questa è una caratteristica inedita. È tornata la cooperativa del gol a Milanello, l'unica coop guardata senza sospetto.