Risate d’autore tra antico e moderno

Un’estate sotto il Gianicolo in compagnia di «Anfitrione»

Laura Novelli

Pubblico numeroso e applaudi calorosi. La quarantesima edizione della rassegna di spettacoli all’aperto organizzata all’Anfiteatro della Quercia del Tasso da Sergio Ammirata è partita sotto i migliori auspici. Complice il fascino di un luogo appartato e silenzioso, che sembra ritagliato in una Roma diversa e bucolica, ma complice soprattutto la scaletta dei lavori proposti. Dal martedì al sabato la compagnia «La Plautina» presenta, infatti, una delle commedie più esilaranti di Plauto, Anfitrione, con lo stesso Ammirata impegnato nel ruolo del servo Sosia e Patrizia Parisi in quello dell’ambita Alcmena. Scambi di persona, raggiri, beffe, doppie identità e sospettosi equivoci coinvolgono divinità e umani (la trama ruota intorno alle peripezie di Giove e di Mercurio i quali per garantire al padre degli dei una notte d’amore con la bella Alcmena prendono le sembianze rispettivamente del marito di lei, Anfitrione, e del suo servitore Sosia; non appena i due veri umani tornano in patria dalla guerra si trovano dunque a fare i conti con due alter-ego perfettamente speculari) in un meccanismo di comicità pura, che ha ispirato la successiva commedia rinascimentale italiana e, di conseguenza, il genio del grande Molière. L’allestimento di Ammirata segna poi un vero e proprio record per l’attore-regista romano, giunto quasi al suo ventesimo Plauto e ben felice di prestare corpo e voce alle corde grottesche e stralunate di un personaggio dai risvolti gustosi.
La domenica e il lunedì, invece, la stessa compagnia è impegnata nelle repliche di un successo «invernale»: Rebecca, la mia prima moglie, rilettura in chiave modernamente caricaturale del celebre film Rebecca, la prima moglie (Laurence Olivier e Joan Fontaine interpreti) che Alfred Hitchcock trasse dal fortunato romanzo di Daphne du Maurier. La turbolenta vicenda di un ricco lord rimasto vedovo (Ammirata) e convolato a seconde nozze con una giovane donna (la Parisi) dal fare ingenuo e sempliciotto assume tonalità gotiche a causa degli inquietanti retroscena legati al presunto «fantasma» della prima moglie (Rebecca appunto). Morta tempo addietro in circostanze assai misteriose (omicidio o suicidio?), la raffinata padrona di casa ancora aleggia tra le cupe pareti del castello di Manderlay. Toccando registri noir, marcature volutamente grottesche e inclinazioni decisamente metateatrali, questa riscrittura firmata da Giovanni Antonucci e Sante Sterne (firma la regia lo stesso Ammirata) ridisegna un classico della cinematografia fantasy puntando dritto al divertimento. Nel cast, tra gli altri, anche Helen Anne Marie Olivi, Susanna Bugatti, Enrico Pozzi, Vera Beth, Tito Manganelli.
Gli spettacoli iniziano alle 21.15. Informazioni e prenotazioni al numero 06/5783116.