«Rischi l’infezione. Firma se vuoi operarti»

NapoliLa monnezza che invadeva le strade di Napoli, sembra che sembra finita negli ospedali cittadini. È l’ultima emergenza che i napoletani sono costretti a subire. Corsie, medicherie, pronto soccorso e persino sale operatorie, da una quindicina di giorni non vengono ripuliti. Motivo: gli addetti alle pulizie sono in agitazione perché sono senza stipendio. Come se non bastasse la sporcizia atavica che da decenni affligge diversi ospedali napoletani, si è aggiunta pure la protesta dei circa 1200 addetti alle pulizie, che operano nell’ambito di quattro ditte, che vantano un credito di 25 milioni dalla Regione Campania. Un credito che dura da tempo, non il solo che grava sulle prosciugate casse di Santa Lucia. Lo stesso presidente Stefano Caldoro, dopo il suo insediamento avvenuto un anno e mezzo fa, ha tante volte denunciato di avere trovato casse senza soldi ma i cassetti pieni di crediti. È questa l’eredita lasciatagli dal suo predecessore, Antonio Bassolino.
Ma, paradosso del paradosso di questa storia degna di una sanità da Terzo mondo è l’iniziativa presa dal Primario del Reparto di Rianimazione dell’ospedale Loreto Mare, Maurizio Postiglione, che nei giorni scorsi ha battuto sulla tastiera del suo computer una lettera poi inviata al Direttore sanitario del Loreto Mare, Maria Corvino.
«La informo – ha scritto il professor Postigione - che, per motivi di emergenza igienico sanitari, causa sciopero degli addetti alle pulizie, tutti i pazienti che dovessero essere sottoposti a interventi chirurgici, dovranno firmare un esplicito consenso informato ad essere operati in condizioni di rischi oggettivi aggiuntivi per infezione».
La notizia si commenta da sola. Neanche durante la seconda guerra mondiale, quando negli ospedali mancava di tutto c’erano tanti rischi di infezioni, come avviene oggi negli ospedali napoletani. Al cronista del Corriere del Mezzogiorno il merito di essere entrato in possesso della «liberatoria» e di averla poi pubblicata.
Lo scandalo delle sale operatorie a rischio non riguarda solo il Loreto Mare ma buona parte degli ospedali napoletani, tra i quali Vecchio Pellegrini, Ascalesi, Annunziata, Cto, San Paolo e San Gennaro. La Direzione sanitaria del Loreto Mare ha deciso di rinviare tutti gli interventi chirurgici per i quali non vi sia una emergenza. Ma, ovviamente, più sono delicate le operazioni e più è forte il rischio che il paziente lasci la pelle o scenda dal tavolo operatorio con gravi problemi di salute. L’idea della liberatoria è venuta per il momento solo al Professor Postiglione ma, non è escluso che non si adeguino anche altri primari degli ospedali coinvolti nell’emergenza pulizie, proprio per non incorrere nel rischio di ritrovarsi sotto inchiesta per danni involontariamente provocati a pazienti che necessitano di un intervento chirurgico. Ad onore degli operatori sanitari degli ospedali afflitti dalla emergenza rifiuti, che sta gettando nuovo discredito su Napoli e sulla sua Sanità, va detto che medici e infermieri ogni giorno cercano di tenere botta all’emergenza impugnando scope per togliere un po’ di sporcizia accumulatasi nelle camere, nei pronto soccorso e nelle stesse sale operatorie.
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