Rischia la galera chi abbandona i rifiuti per strada


RomaGalera dunque, e galera vera, da sei mesi a tre anni, per chi a Napoli e dintorni butta per strada una lavatrice, o magari un frigorifero o un materasso matrimoniale o un forno a microonde. E poi ancora, forze armate per sorvegliare depositi e inceneritori, commissariamento per i comuni «inadempienti», cioè che non riescono a smaltire l’immondizia. Qualche soldino per chi invece «contribuisce attivamente al riciclo della spazzatura».
Dopo la falsa partenza qualche settimana fa, ecco il via libera definitivo al decreto sull’emergenza rifiuti campana. All’epoca, era il dieci ottobre, An e Lega, contrari a spedire in cella chi viene preso a sporcare le strade, si misero di traverso e bloccarono tutto. Resistenze che appaino adesso superate. Il pacchetto in dieci articoli varato da Palazzo Chigi, spiega infatti il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, «ha due obbiettivi principali: introdurre criteri più stringenti di vigilanza sugli enti locali e la previsione di sanzioni per chi non osserva le misure previste per la difesa ambientale».
«Chi abbandona oggetti pesanti e ingombranti per strada - spiega il sottosegretario Guido Bertolaso - , penso ai materassi o agli elettrodomestici, ora rischia da sei mesi a tre anni di reclusione e, se colto in flagrante, può essere arrestato». Troppo duri? Macché. «Ci sono immagini girate dall’esercito che fanno vedere che, appena tolta la spazzatura, dopo 5-6 ore sui marciapiedi ci sono di nuovo cucine e reti. Ora come ora chi attua questi comportamenti paga una multa irrisoria, 25 euro. È il momento che chi sbaglia paghi. Questo però vale solo per la Campania e per le altre Regioni commissariate».
E non basta, ce n’è pure per i municipi pigri. «I 551 sindaci della Campania - aggiunge il capo della Protezione civile - devono fare il loro mestiere e il loro dovere. I comuni inadempienti e che non si danno da fare per la raccolta differenziata possono essere commissariati su proposta del sottoscritto». A ognuno la sua responsabilità: «Spesso veniamo sollecitati dai cittadini che ci chiedono di togliere i sacchetti. Ma il compito del governo è quello di individuare le modalità dello smaltimento dell’immondizia, non quello di andare a raccogliere i rifiuti: si tratta insomma di una norma severa che vuole far assumere le giuste responsabilità alle amministrazioni locali».
Nel pacchetto c’è anche qualche carota. «Per incentivare il riciclo del materiale casalingo - conclude Bertolaso - abbiamo previsto il ritorno ai vecchi tempi, come quando si restituiva la bottiglia di vetro vuota e si otteneva un indennizzo. Così i cittadini potranno portare i propri imballaggi usati e avere un compenso forfettario».