Rischiano solo Ferraro e Pantano

Michela Giachetta

Il giorno dopo le elezioni, è tempo di pensare alla squadra che comporrà la giunta. Di mettere a posto tutti i tasselli, tenendo conto dei voti ottenuti dai diversi partiti, ma anche del lavoro fatto dagli assessori nel quinquennio appena concluso. Pochi i cambiamenti in vista. Anche perché la saggezza popolare insegna: squadra che vince non si cambia. E probabilmente Veltroni ne terrà conto: «Credo che cambierà lo stretto necessario», fa, infatti, sapere. E dello “stretto necessario” sicuramente non fa parte la carica di vicesindaco. In quel ruolo con ogni probabilità sarà confermata Maria Pia Garavaglia, esponente della Margherita, ringraziata più volte dal primo cittadino il giorno delle elezioni, per il lavoro svolto soprattutto nel settore del turismo. Dovrebbero ritrovare il loro posto nella sala delle Bandiere, il luogo in cui tradizionalmente si riunisce la giunta, anche gli assessori all’Urbanistica, Roberto Morassut, uno dei principali artefici del piano regolatore, e al Bilancio, Marco Causi. Anche nel settore Cultura i dubbi dovrebbero essersi dissolti. Gianni Borgna, bocciato alle Politiche per un pugno di voti, infatti, dovrebbe ricoprire per la quarta volta il ruolo di assessore in quel campo. «È una gran fatica lavorare con Veltroni, seguire i suoi ritmi - dice Borgna - ma è un compito che dà soddisfazioni». Quindi sarà ancora Borgna a organizzare concerti, manifestazioni e attività culturali in città. Sono in bilico, invece, Pamela Pantano, responsabile delle Politiche dell’Infanzia, e Liliana Ferraro, assessore alla Sicurezza. L’assessorato all’Infanzia potrebbe essere unito a quello della Scuola, e per quel ruolo dovrebbe rimanere in carica Maria Coscia.
Viene poi il problema della sistemazione interna ai partiti. Paolo Carrazza, assessore alla Periferie ed esponente di Rifondazione, pur avendo dichiarato di voler continuare a occuparsi di quel settore, potrebbe essere costretto dal suo stesso partito a lasciare il posto a qualcun altro.
Anche in casa Margherita c’è da sciogliere qualche nodo. Innanzi tutto quello relativo al capolista dell’Ulivo ed ex assessore ai Servizi sociali, Amedeo Piva. Che dovrebbe trovare un posto in Giunta, ma non si sa ancora al posto di chi. Perché gli assessori Franco Cioffarelli (Commercio), Claudio Minelli (Progetti speciali) e Giovanni Hermanin (Personale) dovrebbero continuare a ricoprire lo stesso incarico che hanno già avuto nella passata consiliatura. Anche Giancarlo D’Alessandro, assessore ai Lavori Pubblici con molte probabilità continuerà a sedere nella sala delle Bandiere. Alla domanda diretta: «Ci vedremo ancora, assessore?», la sua risposta è chiara: «Spero proprio di sì». E, considerato che nessuno degli assessori, per una precisa scelta politica, si è candidato per il consiglio comunale, la sua risposta non lascia adito a molti dubbi. Lo stesso discorso vale per Mauro Calamante, assessore alla Mobilità, che nel 2005 ha sostituito in giunta Mario Di Carlo. Accanto a Veltroni, inseguendo i suoi ritmi, ci dovrebbero essere nuovamente anche Dario Esposito (Ambiente), Raffaella Milano (Politiche Sociali) e Mariella Gramaglia (Tempi e orari della città, diritti dei cittadini), promotrice, fra l’altro, dello 060606, il centralino del Comune, a cui rivolgersi per avere ogni tipo di informazione. A Silvio Di Francia, già coordinatore della maggioranza capitolina e uno dei responsabili della campagna elettorale pro Veltroni, dovrebbe spettare l’assessorato ai Rapporti istituzionali.