Rischiavano di annegare: in salvo 2 velisti e 4 turisti

Alessia Marani

Usura, estorsione e botte per chi non paga. I militari della Guardia di Finanza dopo più di un anno di indagini decapitano i vertici di un’organizzazione criminale operante tra Torvaianica e Roma Nord. Quattro le persone finite in manette, tutte italiane e di età compresa tra i 37 e i 52 anni, residenti nel quartiere Talenti. Erano loro gli «specialisti» del credito a interesse stratosferico che da tempo tenevano sotto scacco alcuni imprenditori (soprattutto dell’edilizia) che in difficoltà economiche avevano si erano appoggiati alla rete usuraia. Come nel caso di un imprenditore del litorale pometino. L’uomo aveva ottenuto dagli strozzini un prestito di 250mila euro lievitato in poco tempo a 750mila.
«Gli usurai - spiegano gli inquirenti del Comando provinciale - avevano programmato un ammortamento basato su rate mensili da 62.500 euro. A garanzia del debito, la vittima emetteva assegni post-datati che venivano presentanti all’incasso mensilmente. Se i titoli risultavano scoperti, gli strozzini pretendevano il pagamento in contanti. Di fatto, per ottemperare, l’imprenditore veniva costretto a contrarre ulteriori debiti. E sotto minacce continue».
I quattro, A. A., di 49 anni, B. S. di 37, B. E., di 48 e B. G. di 52, dovranno ora rispondere di estorsione, usura e minacce aggravate. Vittime preferite dalla banda erano appunto i piccoli costruttori o operatori del settore edilizio ai quali anticipavano soldi per portare a termine dei lavori in corso d’opera. Durante le perquisizioni nelle abitazioni degli strozzini, i berretti verdi hanno sequestrato denaro contante per 10mila euro, effetti bancari e titoli per oltre 180mila euro nonchè una pistola modificata e alcune mazze ferrate. Come quella utilizzata dalla gang in una vera e propria spedizione punitiva nei confronti di uno degli strozzati scoccata nella serata di giovedì e interrotta dal blitz dei finanzieri che da tempo pedinavano i quattro. Gli agenti sono entrati in azione quando i quattro si sono infuriati dopo che l’ennesimo imprenditore sotto strozzo ha ribadito loro che non aveva la disponibilità per saldare la somma richiesta.