Rischio ambiente per gli oli esausti

Conoe

In Italia ogni anno vengono consumate 1,4 milioni di tonnellate di olio vegetale: il 20% sono il residuo di frittura che viene reimmesso nell’ambiente e che può essere recuperato. Un ammontare proveniente per più della metà, circa 140-160mila tonnellate, dalle utenze domestiche, ma che non può essere recuperato al momento per la mancanza di impianti per la raccolta differenziata, finendo nell’ambiente. È questo uno dei dati diffusi ieri dal Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi esausti (Conoe). Oltre alle famiglie, a produrre questi rifiuti sono industrie alimentari (30-50mila tonnellate) e ristorazione (55-60mila), settore su cui si è concentrata l’attività del Consorzio, che ne ha raccolto circa il 55 per cento.