Rischio cavoli amari (e amarissimi) in attesa del giudizio divino

Dove eravamo rimasti? Cagliari-Sampdoria 1-0, Palermo-Sampdoria 2-0, Verona-Genoa 1-1, Genoa-Crotone 1-1. Sbrigato il turno di andata degli ottavi di coppa Italia con misurata soddisfazione blucerchiata (Sampdoria-Palermo 1-0) e passabile recriminazione rossoblu (Empoli-Genoa 1-0), per le squadre di Novellino e Gasperini siamo al punto che l'apertura della seconda decade dei campionati di serie A e B riecheggia una sorta di giudizio di Dio. Siamo in buona sostanza al punto che se domani il Genoa perdesse al cospetto dell'Albinoleffe e domenica la Sampdoria non battesse il Chievo sarebbero cavoli amari per l'uno e amarissimi per l'altra.
Novellino è un ottimo allenatore, un serissimo e indefesso lavoratore il cui difetto più evidente consiste nel manicheismo che lo penalizza nei momenti di disagio. Non a caso i suoi risultati più importanti (Venezia, Napoli, Piacenza, Sampdoria) li ha ottenuti quando ha avuto per le mani organici che gli hanno permesso di cavalcare l'onda del successo. In buona sintesi, Novellino non è naturalmente portato a stemperare il suo giudizioso pragmatismo con una consigliabile dose di elasticità.
Ecco dunque che nell'attuale situazione di disagio della Sampdoria-squadra, che si ricollega direttamente all'intero girone di ritorno del campionato passato, Novellino ha messo di suo, come no. In questo però via via «coadiuvato» da disgrazie megapenalizzanti (legamenti crociati di Falcone, Bazzani, Bonazzoli), dalla sconcertante campagna di «rafforzamento» del gennaio scorso (Colombo, Marchesetti, Iuliano), da recenti disgrazie importanti (maxisqualifica di Flachi e seri infortuni di Parola e Maggio) e dalle troppe scommesse effettuate - e in gran parte perse - dal Club in estate.
Si è partiti in questo campionato con un Falcone e un Bonazzoli al 50% e un Bazzani che nella migliore delle ipotesi potrà rioffrire apprezzabile rendimento a febbraio-marzo; con Terlizzi e Accardi allarmantemente acciaccati; con elementi da fasce laterali (fondamentali nel rigido «4-4-2» di Novellino) non all'altezza dei sacrificati Pisano, Tonetto e Diana; il tutto, strada facendo accompagnato da sconcertanti esitazioni del portiere Castellazzi.
Per fortuna il match di Coppa anti Palermo ci ha detto che l'ultratrentanovenne Berti è ancòra straordinariamente reattivo tra i pali e nell'area piccola, sicché Castellazzi potrà smaltire i suoi timori in pace; che due elementi fondamentali dello scacchiere - Falcone e Bonazzoli - hanno rispettivamente raggiunto il 90 e il 70% del proprio rendimento ottimale; che Sala può sostenere con profitto la parte che spettava al frastornato Terlizzi; che l'inesauribile Maggio può accettabilmente surrogare Diana sulla fascia destra in coppia con Zenoni; che la forza atletica e il carattere del recuperato Parola sono tanta manna per il centrocampo; che sulla fascia sinistra, dove Franceschini si limita a svolgere un compitino esangue, è finalmente spuntato un talento - il diciannovenne Soddimo - che ha fisico, freschezza, piedi e spirito di iniziativa tali da non far rimpiangere Tonetto (digressioncina: ah, se il diciottenne centravanti Foti, con la forza fisica e tecnica che si ritrova, fosse sfacciato come Soddimo!).
A questo punto, sperando che Novellino realizzi che Delvecchio (elemento negato per le fasce laterali, ma guai riperderlo!) può e deve surrogare con profitto Quagliarella e Bonazzoli a turno in zona gol, vediamo che succede domenica nell'ordalia anti Chievo.
Per Gasperini, tecnico potenzialmente più brillante di Novellino, votato ad un calcio che peraltro non scongiura l'inquietante rischio di eccessivo dispendio, è tutto più semplice. Deve arrivare secondo alle spalle della Juve, e per tenere a bada Piacenza, Rimini e Napoli gli basterà che la società gli regali a gennaio un affidabile «secondo» di Barasso e un bomber centrale vero, di quelli capaci di buttarla dentro rubando spazio e tempo nella zona che scotta ai difensori avversari. Affidarsi alla lunga al duo Barasso-Rubinho e non concedere mai tregua allo straordinario Greco spremendolo oltre il limite di guardia potrebbe risolversi in una fregatura colossale.
Per intanto, vediamo che succede domani a Bergamo, in piena emergenza difensiva, nella tana di quel marpione di Mondonico. Per il Grifo, dal salvare la pelle in su sarà manna.