«Rischio confusione» Il programma arriverà solo dopo le politiche

Cento progetti per il programma che arriverà dopo alle politiche. È all’indomani del 9 aprile che Letizia Moratti formalizzerà proposte e priorità più stringenti. Una scelta che consente di avere una lunga fase di confronto con i cittadini. Ma è anche una strategia per evitare la «confusione» tra gli appuntamenti elettorali che adesso è il timore principale dei partiti. Spiega Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An: «Il voto per il Parlamento avverrà senza preferenza a differenza di quello per le amministrative. Per far sì che i cittadini non vadano in stato di confusione è bene concentrarsi sulle elezioni politiche e solo dopo sulle amministrative».
Così dal 15 febbraio e fino alle politiche il progetto è spegnere i riflettori sulla Moratti e sulla corsa per il sindaco di Milano e accenderli sulla partita nazionale, da cui dipende anche l’esito delle amministrative. Resteranno poi quaranta giorni per la campagna di Palazzo Marino. Forza Italia, racconta la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, «ha chiesto a tutti i consiglieri comunali una mobilitazione per le politiche, in modo da avere una sovrapposizione positiva tra le due campagne elettorali». I vertici di An hanno già spedito una lettera in cui si stabilisce un divieto interno di campagna elettorale per i singoli consiglieri. «Chi vorrà essere candidato alle comunali dovrà impegnarsi per le politiche», spiega La Russa. E la Gelmini concorda con la sostanza del discorso: «È prematuro pensare a manifesti elettorali dei singoli». Insomma, per il momento tutti sono invitati a mettere da parte le ambizioni personali e a dedicarsi alla battaglia romana. È legata alla partita delle politiche anche la scelta di mandare in avanscoperta da sola Letizia Moratti, che ha presentato i cento progetti senza la presenza di politici. Una strategia che, anche se ha generato malumori nei partiti e in particolare in Forza Italia, è stata concordata tra i vertici della Cdl. Nella prima fase e fino alle politiche l’idea è separare l’immagine della candidata da quella del centrodestra. Il vantaggio per la Cdl sarebbe duplice e cioè «dare un’autonomia alla candidata persino nel caso in cui la Cdl non vinca le elezioni politiche», spiega La Russa, ma soprattutto permettere che la Moratti recuperi consensi nel bacino degli indecisi, dei potenziali astensionisti o tra coloro che non votano Cdl. Massimiliano Orsatti, segretario provinciale della Lega e uomo del Carroccio tra i più vicini al ministro, ne è convinto: «Mandare in giro gli opuscoli solo con il suo viso è un modo per raggiungere i prevenuti verso il centrodestra, coloro che leggendo An o Lega o Forza Italia non leggerebbero neanche».