"A rischio il contratto tra lo Stato e i cittadini"

Parla il sociologo Marzio Barbagli: "La gente non ha più fiducia. Serve la figura del sindaco sceriffo"

Milano - Un’altra rapina in casa, nel cuore della notte, che ha strappato la vita a un’anziana signora e fatto finire all’ospedale suo marito. Un altro fatto di violenza criminale che lascia sgomenti e insicura la gente. Cosa sta succedendo nel nostro Paese? Si è rotto il contratto primario tra lo Stato e i cittadini, il dovere della sicurezza che il «sovrano» deve ai suoi «sudditi». E invece neppure le mura di casa sono più sicure. Marzio Barbagli, docente di sociologia all’Università di Bologna, ha scritto, tra gli altri anche un saggio il cui titolo, Prevenire la criminalità (edizione Il Mulino) la dice lunga sul fenomeno delinquenza.

Professore, molta gente non si sente sicura neppure in casa propria.
«Il senso di insicurezza è giustificato. Si ha paura ad uscire la sera, si usano antifurti di ogni genere, si teme di essere aggrediti per strada. E questo avviene perché c’è troppa delinquenza o molto degrado sociale. Purtroppo furti e rapine in Italia hanno raggiunto i tassi più alti degli ultimi 50 anni ma finora nessun governo è mai riuscito a invertire la tendenza».

Secondo lei è saltato il contratto sociale tra i cittadini e lo Stato?
«Non siamo a questo punto. Certo, la gente non crede più nel governo, ma continuano ad avere molta fiducia nei carabinieri e nella polizia che però devono coordinarsi di più. In pratica, le forze dell'ordine non devono mettersi in concorrenza tra loro ma devono restare in contatto continuo e operare assieme alla vigilanza urbana. Importante tassello per la lotta contro la microcriminalità».

Quanto incide la presenza degli extracomunitari?
«I dati sono drammatici: sono stranieri gli autori del 45% delle rapine sulla pubblica via, del 68% dei borseggi, del 51% dei furti negli appartamenti, del 39% delle violenze sessuali. E purtroppo solo il 25% degli irregolari indesiderati riesce ad essere espulso».

Dunque, siamo senza via d’uscita.
«Assolutamente no. Negli Stati Uniti è stato dimostrato che la lotta contro la criminalità si può vincere. Tra gli anni ’60 e gli anni ’80 la gente viveva nel terrore. Dal ’92 la tendenza si è invertita in modo fortissimo».

E cosa è successo?
«È aumentata l’efficienza delle forze dell’ordine grazie anche alla figura del sindaco sceriffo».

È una figura che può avere un futuro anche nel nostro Paese?
«Questo argomento è oggetto di battute e di derisione soprattutto da parte della sinistra. A me basterebbe che venisse attribuita ai sindaci più libertà di azione. E, cosa che colpisce, su questi temi, sindaci di destra e di sinistra sono sempre più vicini».